E all’Idroscalo anche il presepe fa ridere

Viviana Persiani

Certe volte, dietro il titolo di uno spettacolo, ci sono storie curiose, come quella di Giochiamocela con calma, lo show che questa sera Andrea Santanastaso e Davide Paniate, la coppia di cabarettisti che si è fatta conoscere al pubblico televisivo di Zelig Off con lo sketch dei navigatori di internet, porterà in scena all'Idroscalo.
Una frase usata dal duo, come monito prima di entrare in scena, quasi per rassicurarsi, è finita per diventare il simbolo del loro spettacolo anche se, in realtà, sul palco di calmo ci sarà poco o niente.
Perché la caratteristica della comicità di Santanastaso e Paniate è il ritmo, la frenesia, neanche fossimo in televisione, con quei minuti contati entro i quali ogni cabarettista deve necessariamente presentare il proprio numero.
Una scelta non casuale perché, come spiega Santanastaso, «ci piace far ridere la gente, quasi bombardandola di gags. Non vogliamo che il pubblico abbia il tempo di pensare, perché quello lo trova a casa, riflettendo su alcune delle problematiche proposte».
In effetti, Giochiamocela con calma è un viaggio comico attraverso vizi e virtù delle persone con più di 25 anni; per farlo, il duo si è messo a vivisezionare alcune delle tematiche più comuni e care alla gente, non risparmiando, ad esempio, anche le statuette del presepio. «In effetti - spiega Andrea Santanastaso - ci sostituiamo alle statue del presepe, scherzando, ridendo, senza però mai essere irriverenti. L'unico posto dove siamo stati criticati è stato durante un Festival dell'Unità; ma questo prima di vedere la scenetta perché dopo, siamo stati applauditi».
Le loro sono appunto battute giocate sul ritmo come, ad esempio, quella di un signore che dice ad un altro: «Sono un analfabeta; però so i numeri da 1 a 10». L'amico, sorpreso, gli replica: «Ah, bravo; allora non è vero che sei completamente analfabeta». E il primo precisa: «Sì so i numeri fino a 10, però in ordine sparso. Non li so ordinare».
O come quella dell'interista talmente sfegatato che un giorno incontra un amico confidandogli: «Sai, mia moglie ha partorito». «Che bello - dice l'altro - e come l'avete chiamato?». «Adriano». «Beh, è un nome normale», gli fa l'amico. «Non proprio, per una bambina», replica il neo papà.
«All'inizio dello show - svela Santanastaso - raccontiamo al pubblico la mia storia d'amore andata male; mentre io mi confesso, il mio compagno mi assiste come un angelo custode».
Le pene d'amore sono solo il preludio di un numero di disgrazie viste con l'occhio irriverente della comicità. Si prendono così in giro i navigatori incalliti di Internet ma anche gli alcolisti anonimi, sketch che Santanastaso e Paniate avevano presentato nella trasmissione Comedy Lab in onda su Mtm.
Per finire, i due comici si mettono nei panni dei bambini, con una mega lite, come quelle che ogni giorno si ripetono nei cortili italiani. «Parliamo un po' della storia di ognuno di noi, delle varie situazioni che si incontrano cammin facendo», conclude Santanastaso, laureato in Legge, che ha scoperto, nel cabaret, la strada per la sua piena realizzazione.