E all’orizzonte di Moratti spunta Beckham

L’inglese è l’obbiettivo dell’Inter che punta su di lui come uomo simbolo del marketing. Costerà 12 milioni all’anno

Claudio De Carli

Forse a Madrid non lo amano abbastanza e continuano a immaginarlo come un bambolotto da esporre nel cerchio del Bernabeu solo perché lui, David Robert Joseph Beckham, a nemmeno undici anni vinse un permesso per allenarsi un giorno intero con la cantera del Barcellona. Il calciatore più benestante del mondo, 25 milioni dichiarati nel 2005, è sempre tutto e niente, il massimo e il minimo, dieci leoni e un asino.
Ma tutto gli gira attorno, anche l’Inter. La storia non è recentissima ma è arrivata al limite quando Steve McClaren, ct dell’Inghilterra, e Fabio Capello, allenatore del Real Madrid, hanno iniziato ad accusarsi a vicenda del declino calcistico di Beckham. Il suo quadriennale intanto è in scadenza, giugno 2007, e Beckham ha lanciato una proposta al presidente Ramon Calderon e a Pedja Mijatovic, dg del Real. Loro sono disponibili a rinnovargli il contratto di 12 milioni di euro l’anno, circa 8 milioni netti in Spagna, lui ha risposto che non firma se non avrà la garanzia di giocare. Non ha chiesto soldi, ha chiesto di giocare, facendo breccia nel cuore di Ronaldo. Era stato il Fenomeno a perorare la causa di Figo a Moratti, ora veste nuovamente i panni del procuratore e ci riprova con Beckham.
Ufficialmente non c’è traccia, ma le telefonate fra Moratti e Ronaldo hanno spesso Beckham come argomento, al presidente David è sempre piaciuto, Moratti considera il Manchester la sua seconda squadra e Beckham ne è stato per anni il capitano. Ma c’è soprattutto l’aspetto mediatico: trovare il simbolo della nuova Inter che sta invadendo i continenti. Poteva esserlo Adriano, Ibrahimovic è da maneggiare con cura e Roberto Baggio pare un progetto tramontato. David Beckham sarebbe perfetto. Il presidente colmerebbe la sua bulimia da football inglese portando all’Inter dopo il governatore Paul Ince e il pastore Robby Keane, lo spice-boy David Beckham, segno inequivocabile del calcio onnivoro. Resta il giocatore con il miglior destro in circolazione e Moratti gli garantirebbe il medesimo biennale del Real, senza detrargli il 40 per cento sui 19 milioni di proventi come diritto d’immagine di cui è titolare il club madridista. Con introiti incalcolabili: lui è adorato in Oriente, area in cui la società Inter sta investendo in immagine, il sito del club è anche in lingua cinese e in Giappone le giovani masticatrici di manga sono pronte a qualunque sacrificio per lui. Una tournée e qualche amichevole, dimezzerebbero le uscite. La residenza, i figli, le bodyguard e neppure Victoria Adams sarebbero un problema, lei adora Milano e il suo triangolo della moda, lo confessò anche quattro anni fa quando a corteggiare suo marito era il Milan. A dicembre peraltro presenta una nuova linea di abbigliamento per bambini e la location potrebbe essere Milano. E poi Victoria appena sbarcata a Madrid, disse che in giro si sentiva un terribile puzzo d’aglio, e per una che non beve acqua perché non la convince il sapore e si idrata solo con diet coke, si annunciava un soggiorno d’inferno. I Beckham sono la coppia più mediatica in circolazione e a volte passeggiano sull’orlo di una crisi di nervi. David sempre più spesso si rifugia nella sua residenza in Provenza e sogna la villa da 3,6 milioni di euro alla periferia di Manchester, la stessa dove tentarono di rapirgli figlio e moglie, e nella quale venne sorpreso da una signora in età avanzata che lo assalì nuda mentre lui gironzolava nel parco.
Ora lo danno in discesa, così come la Sfx, il potentissimo management che gli fa da procura, ma un’agenzia spagnola ha valutato in 44,9 milioni di euro il valore del suo diritto d’immagine e come viene abbandonato da Vodafone ecco spuntare Motorola. Poi lo vorrebbero interessato all’acquisto dei Los Angeles Galaxy che precedentemente hanno tentato di tesserarlo. Ha ricevuto proposte dai Red Bulls, dal West Ham, la più seria, e poi da Blackburn, Tottenham e Celtic. Con l’acquisto del club americano, operazione da 20 milioni di dollari assieme a Malcolm Blazer patron del Manchester, non avrebbe problemi a schierarsi da titolare, ma David è conosciuto come professionista serio, non sembra cosa da lui. All’Inter intascherebbe senza ulteriori balzelli i proventi dei suoi sette sponsor, riceverebbe senza indugio il permesso per recarsi nuovamente in Thailandia come ambasciatore Unicef, scodellerebbe al centro palloni solo da spingere. Spostare Beckham è come spostare una città ma gli indizi sono tanti e a Milano laghi e monti sembrano costruiti apposta per incorniciare il suo arrivo a giugno a costo zero.