E allora... «ricominciamo»

«Ricominciamo da quando eravamo più poveri fuori e più artisti di dentro. Se ricominciamo dal punto più basso saremo senz'altro migliori di adesso». Lo cantavano i Pooh nell'album «Il cielo è blu sopra le nuvole», proprio in quel 1992 che vide la Grande Sampdoria sul tetto d'Europa insieme con il Barça; il brano (non molto conosciuto per la verità) s'intitolava «Ricominciamo»; il testo era di Valerio Negrini, la musica di Dodi Battaglia.
A distanza di 14 anni, in questo caldo e soleggiato fine aprile, mai versi risultano più azzeccati al fine di incoraggiare questa spompata e derelitta Sampdoria 2005-06 verso un futuro migliore, speranzoso di vederla «ricominciare» in prospettiva di un avvenire più sereno. All'indomani del positivo pareggio dell'Olimpico e del quasi matematico raggiungimento della salvezza, il futuro della squadra blucerchiata può dirsi cominciato. E proprio nell'anno del sessantenario della fondazione del club, sarà giocoforza necessaria una vera e propria rifondazione: ringiovanire la rosa e alleggerire il monte ingaggi costituiranno le due linee guida del prossimo (preannunciato «frizzante») calciomercato estivo, il quinto firmato Garrone, Marotta, Asmini. I tre moschettieri del risparmio, come fecero nell'ormai lontano 2002 (ad onor del vero forse nell'unica campagna acquisti, diciamo così, «meno parsimoniosa»), daranno vita ad un consistente repulisti e affideranno a Walter Alfredo Novellino una rosa rivoluzionata: via quasi certamente Antonioli, Iuliano, Pavan, Zamboni, Dalla Bona, Diana, Marchesetti e Tonetto, i cardini su cui costruire la nuova Samp saranno Castellazzi, Castellini, Falcone, Pisano, Zenoni, Palombo, Volpi, Bazzani e Flachi. Chi per un motivo, chi per l'altro, appaiono invece al momento incerti i destini di Sala (non ha convinto pienamente Novellino), Gasbarroni (è in comproprietà tra Palermo e Juventus), Mingozzi (forse ancora troppo immaturo per la massima serie), Bonazzoli (in comproprietà tra Reggina e Parma), Colombo (in comproprietà con l'Atalanta) e Kutuzov (in comproprietà col Milan). Merita un discorso a parte Salvatore Foti. Il neanche diciottenne gioiellino siciliano potrebbe rappresentare il centravanti blucerchiato per i prossimi tre lustri; ma si sa che il giovane «Lillo» gode della stima di club elitari (vedi Chelsea di Abramovich) e in caso di un'offerta proprio irrinunciabile, potrebbe fare le valige.
La Sampdoria stagione 2006-07 sarà quindi molto simile ad un porto di mare: qualcuno resterà, partiranno in molti. E chi arriverà? Forse è ancora presto per dirlo. Anche se gratis, in prestito o a parametro zero, qualcuno arriverà certamente: si parla dei ritorni di Carrozzieri, Domizzi, Del Vecchio e Pagano; si vocifera di giovani di belle speranze; si fanno i nomi di Paolo Cannavaro, Priske, Simunic, Daniele Franceschini, Foggia, Bogdani, Palladino, Zalayeta e chi più ne ha più ne metta. Di sicuro, dirigenti, tecnici e calciatori, tutti coloro che resteranno e tutti coloro che giungeranno all'ombra della Lanterna dovranno, per prima cosa, cercare di evitare favolosi e immaginifici proclami estivi di grandezza, e lavorare, lavorare, lavorare, con impressi nella mente a caratteri cubitali due soli semplicissimi vocaboli: umiltà e realismo. E, di sicuro, «saremo senz'altro migliori di adesso».