E per gli alunni rom il pasto è gratis

Occhialini sul naso e petto in fuori per illustrare una serie di dati, grafici, cifre «di cui - spiega Paolo Veardo, assessore per i Servizi educativi e le istituzioni scolastiche - il Comune è molto orgoglioso».
La nuova Giunta non smentisce la vecchia e conferma, anche per quest'anno, buoni mensa gratuiti per i nomadi. I puntini sulle «i» però non mancano: «Faremo in modo di non creare disuguaglianze e privilegi, ma anche di favorire la frequenza scolastica di questi bambini perché questo è nell'interesse generale» assicura l'assessore. Faranno di tutto, insomma, compreso recarsi presso le due «tendopoli» della città per richiedere moduli Isee e valutare i redditi dei nomadi che stanziano nei due campi genovesi. E «solo a quel punto - chiarisce Veardo - valuteremo, considerando che stiamo parlando solo di una trentina di studenti». Ogni giorno nelle scuole genovesi si servono 25.500 pasti. Il 53% delle famiglie paga in modo regolare, mentre il 20% sono quelle esentate. In mezzo cinque differenti fasce con agevolazioni in relazione alla dichiarazione dei redditi.
Intanto l'assessore ai Lavori pubblici Mario Margini assicura che «grazie agli ultimi appalti già finanziati, gli edifici scolastici genovesi sono fuori dalla fase di emergenza sicurezza iniziata due anni fa». Attualmente sono in corso 93 interventi, 18 stanno per partire, mentre 185 sono quelli conclusi. Lavori che riguarderanno anche l'istituto Daneo, che rimarrà inagibile per 18 mesi.
Ma tra numeri e successi compare un annuncio che ha il sapore amaro per qualcuno: «Attualmente per gli studenti della scuola dell'obbligo il Comune paga a tutti i libri di testo, ma non escludo che questo possa cambiare in futuro - avverte Veardo - Ci sembra più utile che i libri vengano dati direttamente alle scuole che poi li forniscono in comodato agli alunni».
Ma poi, ecco subito altri numeri: per i bambini da 24 a 36 mesi a Genova si apriranno 18 nuove sezioni riconosciute dal Ministero della pubblica Istruzione. Due di queste saranno scuole d'infanzia comunali che creeranno 359 nuovi posti per asilo nido. Per i bambini da zero a tre anni si arriva quindi a dare il 25% di offerta in rapporto alla popolazione residente in quella fascia d'età (dati europei chiedono il 30% entro il 2010).
Infine la promessa: «Ragionevolmente riteniamo che da gennaio 2008 potremo incominciare a fornire il servizio pubblico collettivo a servizio delle famiglie genovesi» annuncia l'assessore. Torna quindi il vecchio pulmino scuolabus per tutti quegli studenti che abitano lontano dagli edifici scolastici. Mica come quei ragazzi residenti al campo nomadi?