E amen, sorbiamoci il solito «Don Matteo» che ci passa la Rai...

Don Matteo continua ad andare in onda, ottenendo il consenso del pubblico. Le puntate si susseguono con regolarità e nessuno si accorge che si tratta di minestra riscaldata e perfino rancida. Perché?

Si sa che d'estate la Rai sfrutta le repliche dei programmi di successo, tra i quali non manca qualche porcheria. Ma non è questo il punto. Anche perché non siamo nati ieri: abbiamo la consapevolezza che l'azienda è afflitta da problemi di bilancio, dovendo retribuire circa 13mila dipendenti di cui ignoriamo le prestazioni, ma non lo scarso rendimento e il diritto (conquista sindacale) di andare in vacanza. Pertanto non ci stupiamo che in luglio e in agosto essi si assentino, abbandonando gli utenti (clienti) al loro destino di inerti e passivi spettatori di trasmissioni già mille volte viste e riviste.

Non ci passa per la testa di protestare: sarebbe un esercizio totalmente inutile. Ci limitiamo a osservare che la presa in giro degli abbonati rientra nella tradizione e, forse, nelle clausole contrattuali. Non siamo teledipendenti, ma ogni giorno diamo un'occhiata al video e ci rendiamo conto, con poca fatica, che il palinsesto dell'ex monopolio è una specie di solaio nel quale si recupera di tutto e di più, anticaglie comprese, allo scopo di coprire da mane a sera ogni spazio tra una pubblicità e l'altra. Avviene questo da sempre, cosicché siamo rassegnati a bere l'aceto al posto del vino. Uno scandalo ripetuto all'infinito non è uno scandalo: è una cattiva abitudine.

Fatta questa obbligatoria precisazione, segnaliamo ai lettori che la fiction Don Matteo continua ad andare in onda, ottenendo il consenso del pubblico, come si evince dai dati di ascolto. Le puntate si susseguono con regolarità e nessuno si accorge che si tratta di minestra riscaldata e perfino rancida. Perché? Le storie del prete investigatore indefesso sono prodotte in serie, come dentifricio i cui tubetti, anche se mutano foggia, contengono immancabilmente la stessa pasta, talvolta anticarie, talvolta alla clorofilla, in ogni caso finalizzata all'igiene della bocca. Poiché un paio di volte al dì ciascuno di noi si lava con soddisfazione i molari e gli incisivi, e non avverte la noia tipica della ripetitività, allo stesso modo e con il medesimo spirito - con l'intento di adempiere a un dovere - si sciacqua quotidianamente il cervello con gli episodi di Don Matteo , che hanno la caratteristica di essere tutti uguali.

Essi sono ambientati a Gubbio (dove San Francesco fraternizzava con i lupi), bellissima cittadina umbra nella quale pensavamo non accadessero ogni cinque minuti terribili fatti di sangue. Ci sbagliavamo. In effetti, stando alla fiction, Gubbio è peggio di New York: la gente si ammazza con voluttà e senza requie, al ritmo di un morto a puntata. E qui viene il bello. Non sono i carabinieri a smascherare l'assassino (gli assassini): è il parroco interpretato da Terence Hill, che, nella circostanza, non indossa i consueti abiti sdruciti del cowboy, abile nel pugilato e nel tiro con la pistola, bensì quelli del sacerdote, tonaca lunga a lambire i piedi.

Il risultato non cambia: egli è ancora il braccio - non più armato ma pio - della giustizia terrena. Terence, pur avendo cambiato veste rispetto ai tempi in cui lavorava con Bud Spencer, è rimasto un attore della Madonna: la sua espressione facciale non si è modificata, e non varia sia che si celebri un funerale sia che si amministri un battesimo. Egli, nel ruolo di prevosto o in quello di frequentatore irrequieto dei saloon del West, è identico: gli occhi celesti fissano un omicida o il crocifisso con marmorea indifferenza. La sua recitazione è ammirata per questo: non emoziona, rilassa, concilia il sonno.

Commenti
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stenos

Dom, 19/07/2015 - 09:29

Come fanno a pagare delle vere fiction se devono pagare un miliardo di dirigenti nullafacenti?

Tobi

Dom, 19/07/2015 - 11:20

oh Feltri, ma rilassati un pò. Don Matteo è picaevole. E' divertente e contiene anche molte pillole di saggezza. Ed è educativo, cosa che manca a molte trasmissioni. L'unica pecca è che nelle ultime serie hanno fatto la loro comparsa alcune attricette di basso livello (Belen e qualcun altra), ma il resto degli attori ed attrici è superbo. Anzi, ringraziamo che durante la pausa estiva trasmettano questi film. In tal senso è forse meglio che la RAI vada in vacanza.

RobertRolla

Dom, 19/07/2015 - 11:28

Il pubblico delle dentiere è di bocca facile. Si ciuccia anche uno sche sbiaschica il retro dei santini (ma non sono spariti?)

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Dreamer_66

Dom, 19/07/2015 - 11:40

Mai come la Signora in Giallo alias Jessica Fletcher, la più crudele e astuta serial killer di tutti i tempi: 264 omicidi avvenuti subito dopo la sua comparsa sulla scena del crimine. Insomma... non ci vuole molto a capire che l'assassina è lei, eppure ogni volta riesce a covincere tutti della colpevolezza di qualcun altro. Un genio del male.

agosvac

Dom, 19/07/2015 - 13:48

Forse perché con tutto quello che di solito ci propina la Rai, don matteo sia pure minestra riscaldata è ancora abbastanza buona!!! Di sicuro è meglio delle fesseria che presenta Rai tre!!!!!

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caribou

Dom, 19/07/2015 - 14:04

Feltri, più lunga di beautiful? Abbiamo importato tanta di quella immondizia dall`estero, e adesso guardi il capello?

Ritratto di caribou

caribou

Dom, 19/07/2015 - 14:07

stenos: Facciamo anche due miliardi,vada tranquillo, sulle str...te non ci sono tasse!

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stenos

Dom, 19/07/2015 - 14:36

caribou, detto tra noi, ma lei lo sa che nel bidone Rai, azienda da portare come esempio di efficenza, il numero di dirigenti supera quello dei sottoposti. Si informi, e paghi.......

thelonesomewolf97

Dom, 19/07/2015 - 15:01

Spiacente, Feltri. Don Matteo è sempre gradevole perché,pur in presenza di azioni criminose,la storia si dipana in maniera sobria, senza sozzure (di cui siamo purtroppo abituati),con la partecipazione di attori importanti proprio come Terence e Frassica. E poi tutto si svolge in quella bellissima regione che è l'Umbria. Bastasse questo per farne uno spettacolo piacevolissimo. Poi, viva Dio, vediamo un attore pulito, che non fa lingua in bocca con la prima che trova, non sfracella auto, non dice parolacce. Non basta questo per renderlo simpatico?

vince50

Dom, 19/07/2015 - 15:28

Se dovessero trasmettere programmi di una qualche forma di cultura,ascolti pari a zero.

UNITALIANOINUSA

Dom, 19/07/2015 - 20:44

Caro Feltri,in USA noi paghiamo il canone e riceviamo m...Basta seguire RAI Italia e leggere il canovaccio per v... Italiano in usa

UNITALIANOINUSA

Dom, 19/07/2015 - 20:45

Caro Feltri,in USA noi paghiamo il canone e riceviamo m...Basta seguire RAI Italia e leggere il canovaccio per v...are Italiano in usa

Leo Vadala

Dom, 19/07/2015 - 21:37

Sig. Feltri; Don Matteo sara', anzi lo e' senz'altro una minestra riscaldata. Ma, mi dica, direbbe la stessa cosa se facessero vedere "La Boheme" o "La Traviata"? Quante volte le ha viste? Parecchie, immagino. Ma non si sognerebbe mai di chiamarle minestre riscaldate, vero?

RobertRolla

Lun, 20/07/2015 - 00:16

Come diceva un critico, T.H. ha due espressioni: mezzo sorriso ebete e occhi sbarrati di fronte; occhi sbarrati e mezzo sorriso ebete di fronte. Come abilità: beh, nei western Birgnarelli lo doppiava nelle mani, altri nella bocca. In Rai ha deciso di parlare ... beh, biascicare il retro dei santini.

tzilighelta

Lun, 20/07/2015 - 10:28

Feltri avrà notato che il mondo bananas gradisce a apprezza le telenovelle italiote, da nonno libero a padre pio fino don Matteo, le storie che raccontano sono scialbe e banali, ma a guastare tutto è la recitazione da cani che questi non attori insistono a propinarci, senza il doppiaggio poi sono inguardabili anche per pochi secondi. L'italiota medio ignora tutto questo, è il segnale che siamo un popolo di pecoroni teleguidati, alcuni rimangono telecomandati anche a televisore spento!

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ilvillacastellano

Lun, 20/07/2015 - 11:27

Anche la "tonaca lunga a lambire i piedi" è desueta ormai. La chiesa progressista ha fatto passi da gigante in questa sua sedicente evoluzione. Infatti, i preti quando vanno per strada non solo non sembrano più che erano preti, ma nemmeno che sono come noi. Sembrano solo niente o forse marziani. O meglio, se qualcosa proprio sembrano, magari possiamo parificarli a degli attivisti politici. E si capisce benissimo di quale parte. A prescindere da tutto, a me Terence Hill mi è sempre piaciuto come attore. Con Bud Spencer, poi, ha fatto una coppia eccezionale. Certo il buonismo di cui è pervaso il personaggio di Don Matteo ed ogni altro personaggio, da lui interpretato per la tv di stato, è veramente troppo stomachevole, arrivando così persino ad inficiare la stessa interpretazione.

zucca100

Lun, 20/07/2015 - 22:02

Allora ditemi: non è' che anche don Matteo e' un komunista sinistrato nipotino di Stalin. Pci Pd ds Pd?

linoalo1

Mar, 21/07/2015 - 08:43

Vedi,Feltri:ognuno ha ciò che si merita!Guarda Roma e Milano,per esempio:hanno voluto un Sindaco Comunista!Ora,visti i risultati, e quindi,con il senno del poi, si lamentano,sotterraneamente, della scelta!!E' un po' la Storia dell'Italia!!Lamentarsi dopo,di quello che abbiamo fortemente voluto ieri!!!!

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siredicorinto

Mer, 22/07/2015 - 08:02

Ma, io lo trovo sempre divertente, saro' di bocca buona ma

giorgiandr

Mer, 22/07/2015 - 10:26

sinceramente non capisco tanta rabbia verso una fiction che, bene o male, cerca di provilegiare i buoni sentimenti. Certo, i buoni sentimenti oggi sono fuori moda, e' piu' fico, ed intellettualmente avanzato, propagandare le idee della forza e della violenza.

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federalhst

Mer, 22/07/2015 - 12:15

Quante chiacchere inutili, basta spegnere il televisore.

bimbo

Mer, 22/07/2015 - 13:27

Ciao Feltri sempre schietto e preciso, un po come me, hemm riguardo Don Matteo?? "Come al solito, si prende sempre quello che passa il Convento.." Per non dire altro.