E gli americani di Milano fanno il tifo

Ore 5, gli scrutini non lasciano più alcun dubbio: Obama è il
nuovo presidente degli Stati Uniti. Da Le Banque, locale nel
centro di Milano, si alza un boato. Gli americani che vivono e lavorano
in Italia lo hanno scelto come quartier generale per seguire dal vivo l’esito delle presidenziali 2008

Milano - Ore 5, gli scrutini non lasciano più alcun dubbio: Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Da Le Banque, noto locale nel centro di Milano, si alza un boato. Gli americani che vivono e lavorano in Italia lo hanno scelto come quartier generale per seguire dal vivo, tutti insieme, l’esito delle presidenziali 2008. Sono rimasti collegati tutta la notte con i principali network Usa, fino all’esito finale. Quando il monitor svela il risultato applaudono, urlano di gioia, sventolano le bandiere a stelle e strisce. E sorridono alla gigantografia di Barack Obama esposta al centro della discoteca. Che la maggior parte di loro parteggiasse per il candidato democratico era apparso chiaro fin dalle prime ore della serata. “Obama rappresenta il cambiamento e gli Stati Uniti hanno bisogno di cambiare”. Questa la frase ripetuta di continuo, fra un drink e un piatto di pasta asciutta. “Ora possiamo festeggiare – dice Alexis, studentessa di San Francisco -. Come la maggior parte degli americani credo che con Obama sia possibile un vero cambiamento. E poi lui ricorda moltissimo Kennedy”. La delusione fra i sostenitori di John McCain è forte. Ma fin dall’1.30, da quando i primi conteggi avevano dato Obama vincente in Florida di circa quattordici punti sul suo avversario, i repubblicani avevano cominciato a perdere le speranze. “Tifavo per McCain perché apprezzo la sua politica contro la crisi economica – spiega Brooke Antonini, studentessa -. Obama rappresenta gli ideali, McCain l’esperienza”. All’1.40 arrivano anche i risultati della Carolina del Nord, Stato tradizionalmente in mano ai repubblicani. Ancora un successo per Barack Obama, in vantaggio di otto punti. Un nuovo boato della comunità americana di Milano racconta che la riscossa del senatore nero è appena cominciata. “L’America ha voglia di cambiare – commenta il console statunitense a Milano, Daniel Weygandt -, tutti i sondaggi dimostrano che l’80 per cento della popolazione pensa che gli Stati Uniti stiano andando nella direzione sbagliata. Sono convinto che McCain sia stato penalizzato dall’impopolarità di Bush. Ma a chi crede in un cambiamento immediato rispondo che un Paese non può essere trasformato da una persona sola”. Fra i tifosi del senatore di Chicago c’è anche una stella del basket, Dan Peterson. “Un anno fa avrei scommesso su Hillary – dice -. Ma Obama rappresenta davvero un fenomeno nuovo. Ora dovrà rimboccarsi le maniche e costruire una squadra di collaboratori validi”. Mentre gli americani di Milano continuano la loro festa, con un occhio sempre fisso sullo schermo gigante, si rincorrono i risultati. Alle 2 la gioia si trasforma in tifo da stadio. Obama vince nel Maine, Connecticut, Distretto di Columbia e Delaware. Alle 3.30 si aggiungono i successi in Pennsylvania e Ohio. La partita è praticamente chiusa, quando alla fine dello spoglio mancano ancora diverse ore. Per gli Stati Uniti può cominciare una nuova era.