E tra gli amici dei guerriglieri spunta Mantovani

«"La selva colombiana non è il Kosovo, se venissero troverebbero un bel benvenuto. Per i gringos sarebbe un nuovo Vietnam". È il leggendario Manuel Marulanda, comandante supremo delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), che mi parla in un accampamento guerrigliero nel fitto della foresta amazzonica, durante la mia ultima visita in Colombia». Lo ha scritto, su Limes, Ramon Mantovani, esponente di spicco di Rifondazione comunista, nel marzo 2000. Da anni le gloriose Farc avevano già scoperto il traffico di cocaina come principale fonte di finanziamento ed oggi Marulanda, alias Tirofijo (ma in realtà si chiama Pedro Marin), ha una taglia di cinque milioni di dollari sulla testa della Dea, l’agenzia antidroga Usa.
L’amore dei comunisti nostrani per le Farc ha una lunga storia, anche se è diventato più imbarazzante esternarlo dopo che nel 2002 il gruppo armato è finito nella lista nera delle organizzazioni terroriste della comunità internazionale. Dopo l’11 settembre si erano riuniti a Cuba i rappresentanti di movimenti e partiti della sinistra latinoamericana, comprese le Farc, seduti al fianco degli osservatori europei di Rc, dei Ds e dei Comunisti italiani. In seguito i colombiani sono riusciti anche ad assoldare, come mercenari, i cani sciolti dell’Ira per farsi costruire meglio le autobomba. Mantovani, nel suo blog personale, sfoggia una serie di foto «alle quali sono affezionato» con Castro, Arafat, il subcomandante Marcos e Ocalan. Non manca il “leggendario” comandante Manuel Marulanda (Tirofijo) in un’immagine del novembre 1999 scattata a Mantovani in un campo delle Farc nella selva colombiana. Un anno dopo, durante i negoziati di pace in seguito sfociati nel sangue, l’esponente di Rifondazione si fa immortalare sempre con Tirofijo. Al fianco di Mantovani c’è anche Raul Reyes, al secolo Luis Edgar Devia, nella sua solita mimetica e con la barbetta bianca. Si tratta del numero due delle Farc ucciso sabato scorso. I rappresentanti del movimento verde internazionale avevano chiesto aiuto a Rifondazione «conosciuta per essere in diretto contatto con le Farc» al fine di ottenere la liberazione di Ingrid Betancourt. Anche sulla rete i compagni ed i no global italiani si mobilitano. Sui loro siti usano slogan anti Usa, come No Gringo, per propagandare e «sostenere la lotta rivoluzionaria delle Farc».