E anche il Milan scrive (sul sito) «È caccia a Kakà»

Dopo la Juve, il Milan. Alla lettera-denuncia di Cobolli Gigli sul deficit arbitrale, segue la durissima accusa lanciata dal sito rossonero acmilan.com sulla «caccia a Kakà». L’editoriale, senza firma, scritto da Mauro Suma e condiviso da Adriano Galliani, il vice-presidente esecutivo del club berlusconiano, è una denuncia con tanto di mandanti ed esecutori materiali. Gli episodi citati sono noti, Morrone, Guana, Carrozzieri, Bovo, gli autori degli interventi mirati al ginocchio sinistro del brasiliano. I passaggi chiave dell’attacco milanista sono due: 1) «Kakà braccato e sottoposto ad agguati continui rischia di fare la stessa fine di Van Basten»; 2) «ciò che colpisce è non solo la sistematicità dei falli su Kakà su cui gli arbitri sorvolano bellamente ma la scientificità. Non è mai lo stesso giocatore a fare due entrate di seguito su Ricky, come fosse una strategia, quasi il segno di una preparazione e qui i direttori di gara non c’entrano niente». Il Milan sposta il tiro dagli arbitri (in Milan-Palermo, Guana non è stato ammonito, Kakà invece sì) alla strategia galeotta delle panchine. La pubblicazione avviene mentre il Milan si allena a Milanello prima di volare a Catania e Ancelotti decide di lasciare a casa, oltre che Kakà, ammaccato, mezza squadra in vista dell’Arsenal. È questa la spiegazione della mancata sintonia tra tecnico e società sull’argomento. Per una volta non funziona il gioco di squadra. E Ancelotti tiene bassi i toni giustificando i calciatori avversari. «Non credo che entrino con l’intento di procurare danni a Kakà» la sua convinzione. Punteggiata da un altro tipo di denuncia. «Mi dà più fastidio il fatto che continuino ad attaccarsi alla maglia del nostro» l’aggiunta di Ancelotti. Sulle prime Galliani non gradisce, poi capito l’equivoco, tutto si appiana.