E anche Milano avrà il suo festival della musica

La città si gemella con Torino e nasce il «MiTo». Ecco tutte le sedi dei concerti

«Chi fa da sè fa per tre» recita il proverbio, non sempre veritiero. «Fare le cose insieme è meglio che da soli» questo è il motto del «MiTo», il festival della musica di Torino gemellato con Milano che prende il via oggi nel capoluogo piemontese. Dall’anno prossimo, invece, prenderà il via anche la versione meneghina del festival.
Ieri in una conferenza stampa congiunta a Palazzo Marino l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e l’omologo collega torinese Fiorenzo Alfieri hanno presentato le linee guida di questo gemellaggio musicale, ma non solo, con Torino. «Milano ha bisogno di un festival musicale - ha spiegato Sgarbi - dal momento che esiste già a Torino un festival della musica di qualità eccellente abbiamo accolto il suggerimento di Francesco Micheli di farlo insieme, perché fare insieme e meglio che fare da soli, anche dal punto di vista economico. L’unico difetto della rassegna sabauda, infatti, è che se ne parla poco - ma da quest’anno sarà diverso grazie alla partnership milanese». Il festival, oltre al nome comune, avrà un comitato organizzativo e una presidenza congiunta. Francesco Micheli, già presidente del Conservatorio e fresco di nomina alla presidenza degli Arcimboldi sarà anche il presidente del comitato di gestione, mentre la direzione artistica sarà firmata da Enzo Restagno, già anima della kermesse torinese.
Il «MiTo» sarà un unico festival in due città, ecco perché i concerti non avranno repliche. «In una “città lineare” come sono Milano e Torino, che distano un’ora di treno, saranno i cittadini a spostarsi, non i concerti, tra una città e l’altra e nella stessa Milano. Il festival - continua Sgarbi - vivrà di una forza centrifuga che vedrà protagonisti palconscenici e sedi nuove e inconsuete mentre gli Arcimboldi saranno il centro creativo, la mente del festival. Ecco allora che la stazione Centrale, Palazzo Dugnani, i cortili di Villa Litta, l’abbazia di Morimondo e di Chiaravalle, il palazzo della Borsa saranno invase dalla musica. Classica, sinfonica, jazz, rock, pop, tutti i generi per una kermesse che avrà una vocazione internazionale e contemporanea». I costi? «Torino settembre musica» costa 4,5 milioni di euro. «Con 10 milioni di euro - ipotizza - si potrà realizzare il “MiTo”, perché insieme si fa meglio e si risparmia».