E anche il Pd si accorge di non avere un’idea

Come patto non c’è male. Neppure il tempo di firmarlo e già arriva l’ora delle accuse. Il Pd fa tutto in casa, s’inventa l’asse delle grandi città democratiche del Nord, e poi dà il via libera alle stoccate tra i galli del suo stesso pollaio. Ieri mattina Marta Vincenzi gonfiava il petto perché con Piero Fassino, sindaco di Torino, e Giuliano Pisapia, suo collega milanese, ha in progetto di fare una santa alleanza di amministrazioni di sinistra per gestire tutto il Nord. Progetto naufragato pochi minuti dopo, con le prime parole di Piero Fassino, che ha finito per confermare come nel pd non riescano neppure a mettersi d’accordo tra amministratori nella stessa città. E su un tema netto, fresco di questi giorni, come le infrastrutture e le «coccole» politiche a chi le contesta.
Nel mirino del sindaco di Torino è finito subito Claudio Burlando, governatore ligure che aveva definito il progetto dell’alta velocità Torino-Lione come «un’opera senza senso e dai costi enormi» proprio all’indomani degli scontri in Val di Susa. «Il corridoio numero 5, di cui la Val di Susa è una parte, è un asse strategico che va confermato - ha ribattuto Piero Fassino - Quella di Burlando è un’opinione e io rispetto tutte le opinioni, ma tra la città di Genova e la città di Torino su questo tema non c’è nessuna diversità di opinione». Già se si esce dalla città, pur restando in casa Pd, tutto cambia. E chissà se, persino restando «in città», Fassino e Vincenzi hanno le stesse idee, visto che se il sindaco di Torino si schiera contro i No-Tav, la sua omologa genovese sta schierando la «sua» città al fianco del popolo no global che «chiama» proprio il movimento della Val di Susa per ingrossare oggi le fila della protesta nel decennale del G8.
E non è tutto. Per il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai Giorgio Merlo, «è sicuramente positiva la proposta di costruire un asse politico tra Torino-Milano-Genova per ridare al Nord un peso adeguato a livello nazionale senza ridurlo ad un’area isolata, seppur all’avanguardia, rispetto al resto del Paese. Come è avvenuto in questi anni con la destra al governo». Però, c’è un però. «Purché, però - aggiunge infatti Merlo - il Pd parli con una sola lingua su tutte le politiche, a cominciare dai grandi collegamenti infrastrutturali. Al riguardo - conclude - è bene che il Pd ligure, a cominciare da Burlando e Vincenzi, si chiariscano le idee». Mica facile.
Forse riusciranno a trovarsi d’accordo sull’ennesima iniziativa decisamente poco concepibile realizzata in questi giorni a Genova ne decennale del G8. Le saracinesche di una struttura destinata a ospitare un asilo nido vengono infatti decorate da due writer per lasciare «una traccia gioiosa del decennale». I graffitari «artisti», con la benedizione del comitato Genova2011 e delle autorità, realizzeranno disegni ispirati al «logo del decennale», che recita: «Loro la crisi, noi la speranza». Sulle porte d’accesso di un asilo nido, ai bambini, verrà insomma lasciato un messaggio politico e sociale di parte. Neppure i più piccoli vengono più risparmiati. Ma forse, appunto, Vincenzi e Burlando, su questo almeno si trovano d’accordo. Di certo nessuno ha nulla da eccepire.