E gli angeli con la pistola salvano un bimbo e la mamma

(...) denunciamo oggi e continueremo a denunciarlo domani. Ad esempio, preferirei non aver sentito le parole del vicesindaco Pissarello di cui vi riferisce la nostra Erika Falone in queste pagine. Perchè sono parole che fanno un po’ il paio con i cittadini responsabili della neve; con i multati prima dell’orario che devono giustificarsi per aver rispettato il codice della strada; con i destinatari di doppie cartelle «che hanno ragione», ma che devono passare al Matitone a farsele depennare. Insomma, non propriamente l’immagine delle istituzioni al servizio dei cittadini.
Però, nei momenti drammatici, oltre alla sacrosanta ricerca di responsabilità e carenze, escono fuori anche altri indicatori, altre emozioni, altre passioni. E sono quelle degli eroi all’opera. Eroi quotidiani, eroi perbene, eroi veri. Talmente eroi da trasformare in immagini da portare nel cuore persino i vigili, categoria che normalmente non fa moltissimo per farsi amare (ovviamente, non generalizziamo, visto che ci sono cantunè ottimi e abbondanti tutto l’anno): la fotografia di un agente della polizia municipale immerso fino alla vita nell’acqua è qualcosa che riconcilia con quelle divise.
Poi, ci sono divise con cui non c’è bisogno di riconciliarsi. E sono quelle di polizia e carabinieri che - al netto delle mele marce - sono sempre vicine ai cittadini. E così il racconto dei poliziotti che, l’altra sera, in via del Campasso, sono riusciti a salvare una donna nigeriana e il suo bimbo di un anno che rischiavano di annegare a causa del completo allagamento della loro abitazione, è qualcosa che fa piangere di gioia per quello che raccontano e per come lo raccontano. E poi, quelle stesse pattuglie, in via Ariosto a Certosa sono andate con i sommozzatori per verificare che non ci fosse nessuno a bordo delle auto sommerse dall’acqua. E ancora, sempre nel pieno del nubifragio, un altro equipaggio della questura ha soccorso un dodicenne uscito da scuola che non riusciva a tornare a casa per le strade allagate.
Insomma, tanti piccoli miracoli di angeli con la pistola. Gli stessi angeli con la pistola che hanno anche la divisa dei carabinieri e che, come in un derby benefico, hanno salvato una donna gravemente malata rimasta prigioniera nella sua casa di via Brighenti completamente allagata, non senza essersi fermati prima estraendo un uomo imprigionato nella sua auto in una strada inondata da acqua e da fango e detriti portati a valle dal Chiaravagna e liberando una donna di 60 anni intrappolata in una libreria in piazza Albertina. Il tutto, mentre un’altra pattuglia salvava in via Siffredi due uomini rimasti imprigionati in un box.
Piccole storie di piccoli eroismi di vigili, poliziotti e carabinieri. Eroismi quotidiani. Lunedì, ai confini del miracolo.