E gli arbitri lo espellono con 400 cartellini rossi

da Milano

Stamani il portalettere consegnerà a Palazzo Chigi una busta «riservata» e «personale» per Romano Prodi. Mittente? La sezione lombarda dell’associazione arbitri. Cosa contiene? Quattrocento cartellini rossi, tutti firmati. Sì, avete letto bene: proprio quei rettangoli che, ogni domenica, gli arbitri sventolano sui campi di calcio per mandare un giocatore negli spogliatoi.
Quattrocento rettangoli rossi che, senza esagerazione, si traducono in una clamorosa e sonora espulsione pubblica di Romano Prodi e del suo Governo. Espulsi da chi, secondo il regolamento del giuoco del calcio, controlla «il corretto svolgimento di una partita nel rispetto delle regole». Come dire: Prodi e l’esecutivo hanno commesso «falli gravi» e ripetutamente «dopo aver già subito una prima ammonizione».
Inattesa reazione politica delle quattrocento giacchette nere che, evidentemente, come i contribuenti non ne possono più della politica fiscale del Governo. Lo conferma il presidente lombardo dell’associazione arbitri Roberto Del Bo’: «Noi siamo apartitici ma quando c’è stato chiesto di compiere questo gesto di protesta be’ abbiamo risposto positivamente. E, sia chiaro, noi arbitri, ci assumiamo tutta la responsabilità della nostra provocatoria uscita».
Azione suggerita, confida il pavese Del Bo’, dall’assessore provinciale pavese Angelo Ciocca all’ultimo raduno precampionato degli arbitri del comitato regionale lombardo. Uscita politica, commenta il leghista Ciocca, diciamo «inattesa»: «Portavo il saluto dell’amministrazione provinciale agli arbitri. Discorsino condito anche da qualche boutade da tifoso sfegatato dell’Inter, squadrone sempre o quasi “massacrato“ dalla categoria arbitrale. Qualcuno della categoria ha reagito sportivamente ricordandomi che, interisti o no, a massacrarci per davvero è il governo Prodi che mette le mani nel nostro portafoglio. Da lì, lampo, l’idea: mandiamolo a casa Prodi, anche con quel cartellino rosso che concretizza da sempre nel gioco la mancanza di rispetto delle regole». Proposta, ricordano Del Bò e l’assessore Ciocca, accolta da «un boato», da «un applauso fragoroso». Risultato, quattrocento cartellini rossi già spediti a Palazzo Chigi.
Ma, aggiunge, il politico leghista «altri ne seguiranno». Infatti, in questi giorni, negli esercizi commerciali di Pavia saranno installati dei contenitori, delle scatole dove i cittadini potranno inserire «un cartellino rosso che metteremo a loro disposizione e su cui scrivere e firmare il motivo “dell’espulsione di Prodi”». Ciocca dà anche qualche numero dei cartellini rossi che saranno «a disposizione» dei pavesi: «Ne stiamo stampando poco meno di cinquantamila. Ma, parola del tipografo, dovremmo prepararci a una ristampa».
Iniziativa che avrà una replica, sempre leghista, pure a Milano con tanto di gazebo «fuori dallo stadio di San Siro» preannuncia Matteo Salvini, capogruppo comunale del Carroccio: «Gazebo dove saranno dunque i tifosi delle squadre milanesi a decretare l’espulsione di Prodi, che fa più danni del bomber triste Alberto Gilardino».