E' arrivato il melafonino: code in tutto il mondo

Dopo una lunga attesa è arrivato anche in Italia l'iPhone, ed è subito
scoppiata la "melafonino-mania". A Milano più di 300 metri di coda per
accaparrarsi il telefonino

Milano - La vogliono tutti. Più che mai. La mela più tecnologica del mondo è al centro dell’attenzione. Non cresce sugli alberi (purtroppo) e non costa pochissimo. Ma lo vogliono tutti. Possibilmente prima degli altri.

Psicosi E' già compulsiva la caccia al gioiello di casa Apple e si registrano code in tutto il mondo per accaparrarselo. Sfiorando i polpastrelli sullo schermo, si susseguono funzionalità che non hanno niente da invidiare ai tradizionali pc. Navigazione veloce, filmati, giochi e mp3.

Asia, in coda per 60 ore Il primo telefono della casa di Cupertino, ha fatto il suo grande e atteso debutto in Asia, con gli scaffali dei negozi presi d'assalto dai giovani che da giorni si erano accampati in fila all'ingresso. Il via alle vendite è stato dato in Nuova Zelanda, dove uno studente 22enne può vantarsi di essere stato il primo proprietario dell'iPhone. "Vado a mettere questo in carica, ci gioco un po' e poi mi faccio una bella dormita", ha detto Jonny Gladwell, che è stato in coda per circa 60 ore sotto il gelo per essere il primo al mondo ad acquistare l'iPhone, un minuto dopo la mezzanotte neozelandese. Un portavoce di Vodafone New Zealand ha detto che sono stati venduti 400 dispositivi nelle prime ore di questa mattina.

Roma, "prezzi un troppo alti" In circa 150 si sono messi in coda a partire dal tardo pomeriggio di ieri nel centrale negozio Tim di piazza Colonna a Roma. Tra loro soprattutto giovani e maniaci della mela morsicata. "È uno stile di vita", commenta Ciro, 22enne che per primo ha acquistato l'iPhone. Silvia, 26 anni, ne fa invece soprattutto una questione di design, mentre Carlo, 22, sottolinea l’importanza della multimedialità:da internet al Gps. Ma c'è stato anche qualche appassionato della Apple che ha deciso di posticipare l’acquisto del "melafonino", deluso dai piani tariffari stabiliti dai due operatori italiani. È il caso di Tommaso, studente di 25 anni che stanotte di fronte al centro Tim di piazza Colonna ha messo in piedi una specie di mini protesta contro i prezzi "troppo alti" decisi da Tim e Vodafone. "Sono tariffe vergognose - ha detto -. Un apparecchio pensato soprattutto per stare su Internet a questi prezzi è proibitivo". A questo proposito ieri l'Antitrust ha aperto un fascicolo sulla commercializzazione in Italia dell'iPhone da parte di Tim e Vodafone. Pur non avendo disposto una vera istruttoria, l'Autorità sta acquisendo dati per verificare eventuali comportamenti lesivi della concorrenza da parte dei due operatori. Secca la replica di Vodafone: nessun accordo di esclusiva, "l'Italia è l’unico Paese in cui il telefono viene venduto da più operatori".

Milano, code di 300 metri Anche all'ombra della Madonnina è dilagata la psicosi. Scene da concerto rock. In centro, sia in galleria Vittorio Emanuele che in piazza Duomo, i negozi di telefonia sono stati presi d'assalto con gruppi di persone in attesa sin dalla prima mattina. I più solerti si sono recati già la scorsa notte nei negozi Tim, aperti straordinariamente anche a tarda ora, per impossessarsi dei primi modelli a partire dalla mezzanotte. Un ragazzo in attesa davanti al rivenditore spiega: "già dalla notte c'erano file di 2-300 metri e oltretutto non funzionavano i terminali, abbiamo quindi dovuto aspettare diverse ore prima di poter acquistare l'iPhone". Code si sono formate un po' dappertutto in città davanti a tutti i rivenditori.

Tokyo, accampati in 1.500 Debutto da record per lo smartphone marchiato Apple anche in Giappone: oltre 1.500 persone, alcune accampate da giorni, in attesa in una fila di un chilometro. Così all'apertura del flagship store dell’operatore mobile Softbank nel centro di Tokyo, dove lo smartphone di Apple è stato lanciato di prima mattina con un evento speciale. L'arrivo del cellulare di Cupertino sul mercato mobile nipponico è stato salutato dal presidente di Softbank Masayoshi Son.