E aumentano anche gli stipendi dei consiglieri

Non solo sprechi e aumenti sui capitolati di spesa del bilancio regionale. Alla Pisana anche l’adeguamento degli stipendi è d’obbligo. Adeguamento automatico, s’intende. Ma che in periodo d’austerity professata dalla giunta di centrosinistra fa quantomeno riflettere. L’ultimo risale a dicembre scorso. Quattrocento euro lordi in più in busta paga con decorrenza gennaio 2006. E quindi con arretrati di dodici mesi. Prossimo passo, probabilmente, a settembre. Quando ci sarà il nuovo «scatto»: 300 euro in più (sempre lordi) per i consiglieri. Anche qui da calcolare con gli arretrati da gennaio.
L’aumento, va però precisato, è legato a quello dei parlamentari. Se questi ultimi si assicurano un incremento nello stipendio di tot euro, una quota simile spetta anche ai vari consiglieri regionali. Fino al 2003 la percentuale era del 65 per cento, adesso invece può arrivare fino all’80 per cento. Il paradosso è che con l’indennità di «funzione» gli assessori arrivano a sommare un incremento superiore, sia pure di poco, a quello dei deputati. All’80 per cento in più percepito come consiglieri, gli assessori aggiungono il 25 per cento per il loro ruolo. Totale, 105 per cento. Superiore dunque al 100 dei parlamentari.
Parlando di cifre, invece, lo stipendio netto dei 70 consiglieri del Lazio si avvicina ai 10mila euro (sono 9.958 per la precisione). Mentre quello dei membri della giunta Marrazzo è di oltre 12mila euro (12.548, al centesimo). Cifre da capogiro considerando che parliamo di stipendio netto mensile. Calcolatrice alla mano, per i 57 consiglieri regionali (gli altri 13 sono assessori) si spendono 567mila euro al mese. Per i 17 membri della giunta Marrazzo, invece, la cifra è di 213mila euro al mese. In entrambi i casi bisogna aggiungere le varie indennità, comprese quelle di fine anno.
Nessun pentimento da parte del centrosinistra al potere. Anzi. Secondo il neopresidente della Pisana Guido Milana (Dl), è giusto che un consigliere guadagni più di un parlamentare, perché, «la mole di lavoro è maggiore e le responsabilità anche». Al limite, ha proseguito Milana, si potrebbe «fissare un tetto per deputati e consiglieri».
Da considerare, infine, che rispetto ai tempi di Storace è aumentato il numero dei consiglieri, da 60 a 70, e che il numero delle commissioni è il più alto d’Italia. Nel Lazio quelle permanenti sono 18 mentre, per fare un esempio, in Lombardia sono appena 7. Stesso discorso per Veneto (7 anche qui), Piemonte (8) e Sicilia (7 per l’Assemblea della regione a statuto speciale). Ma anche guardando le regioni più vicine le cose non cambiano. In Toscana e in Abruzzo sono sempre sette le commissioni permanenti, mentre in Campania ce n’è una in più. Un’anomalia che il «moralizzatore» Marrazzo non ritiene, evidentemente, vada corretta.