E il Balilla torna a casa

«Le Case del Balilla - scriveva nel 1936 Luigi Moretti, chiamato da Renato Ricci a realizzare i progetti dell’Onb - devono essere la più alta espressione di civiltà politica». Esse rientrano infatti in quello scopo di educazione delle giovani generazioni che il regime di Mussolini si era prefisso. Di architettura «politica» in effetti si tratta, alla quale collaborarono i migliori esponenti del razionalismo italiano. Indaga su questi aspetti il bel volume «Case del Balilla. Architettura e fascismo» a cura di Emilio Gentile, Rosalia Vittorini, Rinaldo Capomolla, Marco Mulazzani (Electa, pagg. 263, euro 90).