E Banca d’Italia dà il via libera all’offerta di Lodi su Antonveneta

Possibile avvio la prossima settimana. Via Nazionale: «Svolta un’approfondita istruttoria». Oggi la decisione del Tar

Massimo Restelli

da Milano

Bankitalia benedice le nozze tra Antonveneta e Popolare Italiana. L’imprimatur è arrivato ieri mattina quando, «dopo un’approfondita istruttoria» Via Nazionale ha concesso il via libera alla doppia offerta (un’Opa e un’Ops) con cui l’ad Gianpiero Fiorani conta di sottrarre l’ex popolare padovana dall’orbita di Abn-Amro. A questo punto nel quartier generale di Lodi (più 0,27% in Piazza Affari dopo una giornata sull’altalena) è tutto pronto per fare scattare l’assalto finale tanto che l’annuncio della tempistica è atteso già oggi. Intenzione di Fiorani sarebbe comunque quella di rispettare l’iniziale «parallelismo» tra le due offerte (l’Ops è stata approvata dalla Consob dopo un lungo confronto) che potrebbero partire la prossima settimana per terminare a cavallo di Ferragosto (per legge la durata è da 25 a 40 giorni).
L’ampio fronte raccolto intorno a Popolare Italiana controlla da tempo la maggioranza di Antonveneta ma le due offerte lodigiane (l’Opa da 24,47 euro in contanti imposta dalla Consob e l’Ops mista tra denaro e azioni che valorizza 27,5 euro ogni titolo padovano) si incroceranno con i 26,5 euro proposti dall’Opa di Abn Amro in scadenza il 27 luglio.
Oltre che per il contrasto tra il numero e la lunghezza delle offerte (quella olandese ha preso avvio il 19 maggio) rispetto a un flottante ridotto al lumicino, la battaglia su Antonveneta promette di essere ricordata per parcelle di legali e advisor importanti almeno quanto il ruolo svolto nello scontro tra i due fronti. Un’arma, quella delle carte bollate, cui ha fatto ampio ricorso soprattutto Abn in un groviglio di esposti e ricorsi che oggi vedranno il Tar esprimersi sull’attuale assetto azionario di Padova. Snodo quest’ultimo che con ogni probabilità ha contribuito a indurre il consiglio di Antonveneta ad aggiornare a questa mattina i lavori per vagliare l’Ops di Fiorani basandosi sui documenti prodotti da Mediobanca e Goldman Sachs. Ma rilevante nello svolgimento complessivo della partita è stato anche il contraccolpo dell’invio degli ispettori di Bankitalia sia a Lodi sia in Antonveneta, dei passi della magistratura (Fiorani è ora indagato anche per falso in bilancio) e del faro acceso da Bruxelles sull’operato della Vigilanza. Il tutto abbinato a una battaglia mediatica di annunci e veleni incrociati.
A meno di rilanci dell’ultimo istante, l’offerta della Popolare Italiana potrebbe comunque essere una possibile via di uscita per il presidente del gruppo olandese, Rijkman Groenink, che intanto ha tuttavia raccolto un altro 0,002% del capitale a un prezzo a ridosso di quello dell’Opa portando al 25,23% il proprio impegno in Antonveneta (meno 0,08% a 26,5 euro in Piazza Affari).