E la banca invita i genovesi a Palazzo

Nelle raffinate immagini luci, colori, allegorie e paesaggi mediterranei

«Il nome Ligustro, volutamente allusivo alla natura selvaggia che sento un po’ mia, l’ho tratto da quello di un arbusto delle Oleacee dalle foglie ovali, molto ramificato: il Ligustrum vulgare. Ho poi scoperto che il nome Ligustro, se scritto con gli ideogrammi cinesi Kanji, forma dei versi per me divinatori: L’uomo della conchiglia, nato nel Paese del Golfo, ha pescato lungo la spiaggia sabbiosa e ha preso la ricchezza del mare. La mia Liguria!»: così ama dire Ligustro, appassionato incisore xilografo e stampatore surimono con la tecnica giapponese Nishiki-E, come specifica un suo ornato cartoncino di presentazione.
Nelle sue raffinate e affascinanti immagini, percorse da guizzanti bagliori e impreziosite di dotte e sapienti allegorie, luci, colori e paesaggi mediterranei, ligustici, si fondono liricamente con l’iconografia delle antiche stampe giapponesi.
E traspare un’ammirazione devota per la ricchezza della Natura, espressa, entro gli armoniosi paesaggi, dall’amorevole e variopinta raffigurazione di alberi, piante, fiori, uccelli, pesci, insetti. Ricorrente è il profilo architettonico della natia Oneglia, inondata dallo splendore di un Sole maestoso: «Da te la vita. Da te i mille colori sulla terra. Mi inchino al Sole”, canta un suo haiku».
Banca Carige, in occasione della manifestazione «Invito a Palazzo 2007», è ora lieta di presentare in Genova, nella propria sede centrale, una significativa selezione delle sue opere: omaggio ad un artista singolare, nato e tuttora fecondamente attivo in terra di Liguria, internazionalmente considerato il massimo esponente in Occidente della xilografia policroma secondo i dettami dell’antica tecnica di incisione giapponese.
La xilografia, al pari della cultura, infatti può essere considerata «arte senza tempo» a differenza della pittura che è sempre figlia dei secoli, della cultura e del luogo in cui si trovi a germogliare.
Paradossalmente la xilografia, tecnica d’incisione che consiste nello scavare con sgorbie la matrice in legno e al pari delle altre tecniche di stampa come il bulino, l’acquaforte, la litografia, è legata alla pittura, arte maggiore, richiede la stessa «primitiva manualità» che, nella lavorazione, esigono i materiali della scultura, il marmo, la pietra e il legno.