E per le banche è boom di profitti

Risultati record nonostante le perdite dell’ex Lodi e della Popolare di Intra. Unicredit in testa

da Milano

Grandi profitti malgrado la «frenata» di alcune Popolari ma qualità del credito ancora bassa in confronto al resto d’Europa. L’ufficio studi di Mediobanca scatta un’istantanea del comparto creditizio italiano che nel 2005 ha raggiunto un risultato aggregato in crescita del 23,6% a 16,7 miliardi (il campione analizzato rappresenta il 97% del totale per patrimonio).
La crescita diventa impressionante se si considera l’«ammanco» registrato dal mondo cooperativo, piegato lo scorso anno sotto il peso della maxiperdita registrata dalla ex Bipielle (744 milioni) e da quella di Popolare di Intra (123 milioni). Debolezza che peraltro Lodi si è ormai lasciata alle spalle, insieme alle conseguenze della gestione dell’ex ad Gianpiero Fiorani e alla decisione di confluire in Bpvn.
Ma se a livello settore non ci sono problemi di redditività, lunga è ancora la strada da percorrere per migliorare la qualità del credito. Qui la concorrenza europea ha risultati anche quattro volte migliori della Penisola: il rapporto tra crediti in sofferenza e quelli alla clientela è infatti del 3,91% contro lo 0,9% della Ue. Anche in termini di patrimonializzazione l’Italia è di poco sopra alla sufficienza: il rapporto tra patrimonio di vigilanza e le attività di rischio ponderate è infatti al 10,52% di fronte a un minimo dell’8% richiesto dai criteri di Basilea II. A livello di crediti deteriorati chi fa peggio sono le Bcc, banche di credito cooperativo (4,91% sui crediti verso clientela) che però sono più patrimonializzate.
Tra i pesi massimi continua svettare Unicredit-Hvb grazie a 775 miliardi di attivo tangibile, seguono Banca Intesa (272 miliardi) e SanPaolo (262 miliardi) ma neppure l’aggregato proforma delle due promesse spose riuscirebbe a scalzare Piazza Cordusio. Più in generale a favorire la crescita dei profitti da 13,5 a 16,7 miliardi, sono stati sia i ricavi (saliti da a 67,1 a 70,6 miliardi) sia un costo del lavoro stabile (22,8 miliardi) e una riduzione delle svalutazioni su crediti (scese da 6,3 a 4,5 miliardi). A controbilanciare il calo delle Popolari (886 milioni contro i 1.136 milioni del 2004) hanno invece provveduto le altre banche (da 9,6 a 12,4 miliardi) e le Bcc (da 868 a 1.165 milioni). Stabili i dipendenti (332 mila circa) mentre gli sportelli sono cresciuti da 30.576 a 31.107 (più 1,7%)
Poco si è mosso nel campo delle assicurazioni, dove primeggia come sempre Generali davanti a Ras e Alleanza: Postevita è salita dal settimo al quinto posto, mentre Assicurazioni Internazionali di Previdenza (ora Eurizon Vita) è scesa dal quarto al settimo posto e Bnl Vita è salita dal decimo al nono.