E Banti pensa al tartufo

(...) quelli, ne sono nati altri.
È il resoconto, bellezza. Resoconto che, ad esempio, sul «caso calcio» arriva in anticipo rispetto alla conferenza stampa per raccontare che il senatore diessino ligure Graziano Mazzarello, tifosissimo della Sampdoria, ha depositato un disegno di legge che va in direzione della battaglia del presidente Riccardo Garrone: «Modifica all’articolo 2 del decreto-legge 30 gennaio 1999, numero 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1999, numero 79, in materia di titolarità dei diritti di trasmissione televisiva in forma codificata dei campionati di calcio», ddl con il Dna blucerchiato. Resoconto che, ad esempio, sul «caso calcio», arriva in ritardo rispetto al comunicato stampa con cui il senatore azzurro ligure Gigi Grillo, tifosissimo dello Spezia, ha annunciato il suo disegno di legge per chiedere una commissione parlamentare di inchiesta sul pallone. Di cui, negli atti ufficiali, non c’è ancora traccia. Atti che parlano anche dell’amore per la gastronomia del senatore margheritista Egidio Banti, che sogna una «Nuova disciplina fiscale in materia di vendita del tartufo fresco».
Alla Camera, invece, c’è chi, come Antonio Mazzocchi di An, pensa ai piccoli negozi del Basso Piemonte e vuole «Disposizioni a tutela della concorrenza nel settore degli outlet»; chi, come il toscano Valdo Spini, fa sognare le terre di confine con «Norme per la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione dei castelli, delle fortificazioni e dei borghi fortificati della Lunigiana sotirica»; chi, come il mantovano Ruggeri, normalmente impegnato a lottare in nome del tortello di zucca, fa sognare il Mil con «Norme per la tutela dei beni culturali delle città capoluogo di provincia, già capitali di Stato»; chi, come il neoligure Mussi, faceva training quando si parlava di un suo possibile incarico al ministero dell’Ambiente, sognando l’«Attivazione di un indicatore del prodotto interno lordo in senso ambientale» e la modifica della costituzione in chiave verde (ora, però, è all’Università); e chi come il margheritista Ermete Realacci, pur avendo rinunciato ad essere eletto in Liguria, regala il suo primo pensiero all’«Istituzione del Parco Nazionale di Portofino».
Chiude la carrellata delle prime settimane di legislatura la deputata diessina Roberta Pinotti, che ha lasciato il segno nei resoconti proponendo: «Disposizioni concernenti lo scioglimento del matrimonio e della comunione tra i coniugi». Nessuna illusione, però, per i tanti fans della bella Roberta. Lei resta sposatissima.