E Bargnani cerca di tornare Mago: «Dovevo fare di più»

Secondo anno nella Nba e seconda partecipazione ai playoff per i Toronto Raptors, che per gli italiani voglion dire Andrea Bargnani e Maurizio Gherardini, vice ed ascoltato consigliere del general manager Bryan Colangelo. Quel che fa Gherardini non si misura in punti e rimbalzi, né è sotto gli occhi di tutti, per cui è stato Bargnani ad essere seguito passo dopo passo dai mezzi di comunicazione in una stagione in cui era atteso ad una crescita. Le statistiche parlano di un rendimento in declino rispetto al 2006-07, anno in cui era entrato nella Nba da prima scelta assoluta: meno minuti (23,9 contro 25,1), punti (10,2 contro 11,6), rimbalzi (3,7 contro 3,9), anche se l'1 febbraio scorso è arrivato, nella partita persa in casa contro i Los Angeles Lakers, il suo record di punti, 28.
«Sicuramente avrei potuto fare di più, anche se ho avuto infortuni e tra poco mi dovrò operare di adenoidi perché mi ammalo molto spesso, ma se non ne avrò più farò meglio, non ho nessun dubbio, perché comunque mi allenerò molto in estate per colmare le lacune che ho» ha detto venerdì, parlando alla stampa italiana in vista dei playoff. Che saranno interessanti per un motivo specifico: in quelli 2007 Bargnani aveva giocato meglio che nella regular season, anche se Toronto aveva subito perso contro New Jersey, e stavolta, contro Orlando che è una squadra che pone problemi ai Raptors per le caratteristiche degli uomini che ha, è costretto a ripetersi, anche perché la sua reputazione in giro per la Nba comincia ad essere una di quelle a rischio, nella proporzione tra posizione in cui è stato scelto e produzione. «Secondo me ad Est vince Detroit. Orlando l'abbiamo già battuta quindi niente è impossibile, ma è vero che ultimamente non abbiamo fatto bene e abbiamo avuto difficoltà contro squadre molto scarse, quindi sicuramente dobbiamo giocare meglio se vogliamo andare avanti».