E il baseball si prepara a portare i big in Italia

Partite di Major league a Roma nel 2009. E una lega «pro» con le nostre squadre

L'Italia del baseball come le grandi leghe professionistiche americane. Un mutamento radicale e senza precedenti per un movimento con una tradizione lunga 60 anni e che può contare oggi su oltre 400 «diamanti» di gioco. Un progetto ambizioso, frutto di una joint-venture tra la federazione italiana e la Major League, che vedrà la luce nell'aprile 2009 quando scatterà la «Italian Baseball League». Una sorta di super-campionato, da aprile a settembre, con 5 partite settimanali disputate da 8 squadre di altissimo livello tecnico, con il recupero di regioni e piazze storiche come Milano, Torino e il Veneto, costituite da 24 giocatori professionisti (19 italiani o europei) e 5 inviati dalle Majors. E con una miriade di società satellite distribuite dalla serie A2 fino a scendere alla C2: una struttura piramidale regionale, sul modello del «farm system» stile Usa, quindi senza promozioni, né retrocessioni.
Un decisivo cambio di marcia che richiederà una profonda riorganizzazione operativa dei club italiani, con il supporto strategico della Major League che ha già investito in progetti analoghi nella Repubblica Dominicana, in Venezuela, recentemente anche in Australia. E che adesso punta direttamente sull'Italia.
D'altronde è stato lo stesso Commissioner, Bud Selig, a dichiarare che «lo sviluppo internazionale del baseball è una mia grande fissazione». E non è un caso che il 30% circa dei giocatori delle grandi leghe americane sono nati in altri Paesi.
Negli Usa, il "batti e corri" sta vivendo un periodo d'oro. L'anno scorso, per la terza stagione consecutiva, le Majors hanno stabilito il record di pubblico con oltre 76 milioni di spettatori durante le 162 giornate di regular season. I profitti dei trenta club della lega si sono più che quadruplicati negli ultimi 14 anni, raggiungendo quota di 5,2 miliardi di dollari.
Dalla Major League Baseball fanno sapere che «oltre alla tv, c'è anche una grande richiesta di partite via Internet dall'Europa e dall'Italia». Da noi, i fuoricampo di Barry Bonds o gli strike-out di Johan Santana arrivano via satellite attraverso l'offerta di Sky Sport. «Ma la gente vuole vedere le partite dal vivo. E questa è la vera sfida». Da qui il progetto di espandere maggiormente il gioco nel Vecchio Continente, considerato come una nuova, grande frontiera per il baseball pro. A partire, appunto, dall'Italia. Semmai, anche attraverso la messa in opera di un nuovo mega stadio del baseball che possa ospitare partite di regular season delle Majors, come già avviene in Messico, Giappone e Portorico. In passato si era parlato di intervenire sullo stadio Olimpico per adattarlo a campo di gioco con le quattro basi. Impossibile. In alternativa, la Mlb aveva anche valutato Milano utilizzando l'Arena o ampliando il "Kennedy".
Oggi, il progetto è di farne uno ex-novo a Roma pronto per il 2009, probabilmente nella zona di Fiumicino. Su quel diamante, dovrebbero esibirsi le squadre guidate da grandi personaggi di origine italiana, come i New York Yankees di Joe Torre, i St. Louis Cardinals di Tony La Russa, i Los Angeles Angels di Mike Scioscia o i Boston Red Sox di Terry Francona.