E la Befana porta carbone alla Tav

Tutto come da copione: stanotte, nel suo giro di consegne di dolciumi e/o carbone in tutto il mondo, la Befana è arrivata ad Arquata Scrivia di notte, con le scarpe tutte rotte. Non con il treno, e ci mancherebbe altro, ma a cavallo della scopa. Ha fatto un salto, anzi un volo, nella locale Società Operaia di Mutuo Soccorso per proclamare il proprio credo ambientalista. Già, che ci crediate o no, la vecchina più amata del mondo ha messo in soffitta il vecchio vestito alla romana in favore di un più agile modello all'alessandrina con sfumature verde-sole-che-ride. La Befana, insomma, si è presa a cuore le sorti della protesta anti-Terzo Valico del Basso Piemonte, e in suo onore l'Associazione Amici delle Ferrovie e dell'Ambiente ha organizzato la prima Epifania No-Tav. Una festa, certo, ma non così godereccia come potrebbe sembrare. Musica e manicaretti, ma anche eterogenei reading letterari: da Neruda a Gaber, da Stefano Benni a San Francesco d'Assisi. Poi la proiezione di video sulla lotta in Val Susa, alla presenza di una piccola rappresentanza di sindaci locali. Poi l'arrivo della Signora che tutte le feste si porta via, con il sacco pieno per dar vita al gioco dei buoni e dei cattivi. Per chi si batte "contro le Grandi Opere e le loro devastazioni", giocattoli e caramelle; mentre nella calza di "chi fa - male - il professionista della politica" è andato il tradizionale carbone. Magari può servire a ripristinare i treni a vapore.