E in Belgio torna l’incubo del mostro

Dopo una settimana nessuna traccia di due bambine sparite. Un uomo in manette, ma si dichiara innocente

da Bruxelles

Dopo una settimana di ansia e ricerche senza esito delle due bambine scomparse a Liegi nella notte tra venerdì e sabato scorso, il Belgio si sente di nuovo ripiombato in un dramma, simile a quello provocato dal mostro di Marcinelle Marc Dutroux, e chiede il pugno di ferro nei confronti dei pedofili. Stacy Lemmens, 7 anni, e Nathalie Mahy, 10 anni, non erano sorelle ma da anni vivevano come se lo fossero in una grande famiglia che i loro genitori avevano costituito con i cinque figli di precedenti matrimoni a cui poi se ne era aggiunto un sesto.
Lo scorso fine settimana i genitori avevano fatto le ore piccole a bere nel bar di un quartiere della città dove si stava svolgendo un mercatino all'aperto, mentre i bambini giocavano per strada. Nessuno sa esattamente quando Stacy e Nathalie si siano allontanate, ma quando la madre ha deciso, verso le due di sabato mattina, di tornare a casa, non le ha più trovate. Eppure giura agli inquirenti di averle sorvegliate, dal tavolino del bar dov'era seduta, mentre le piccole giocavano per strada. Nonostante le accurate ricerche della polizia che ha scandagliato in lungo e largo tutta la zona, con immersioni anche nel fiume Mosa, di Stacy e Nathalie nessuna traccia. Al momento non avrebbe fornito alcun elemento utile neppure il principale sospettato, Abdellah Ait Oud, 38 anni.
Da mercoledì scorso in carcere con l'accusa di rapimento e sequestro, l'uomo continua a negare ogni addebito. Nella notte tra sabato e domenica scorsi Abdellah Ait Oud era nello stesso bar della famiglia di Stacy e Nathalie e dall'una e mezza di sabato ha fatto perdere le sue tracce per poi costituirsi alla polizia, martedì sera, dopo aver visto le sue foto - diffuse dagli investigatori - al telegiornale della sera della principale rete tv del Belgio. Abdellah Ait Oud ha un pesante passato giudiziario. Dopo aver fatto diversi anni di carcere per aver violentato ripetutamente la nipotina fino a quando, a 14 anni, la ragazzina non ha trovato il coraggio di parlare, l'uomo è stato poi di nuovo arrestato nel 2001 ancora per violenza su una quattordicenne. Scarcerato alla fine dell'anno scorso, viveva da tempo nel quartiere di Liegi dove sono scomparse le due bambine senza che la polizia avesse attuato alcun tipo di vigilanza nei suoi confronti. Mentre proseguono le indagini, in Belgio monta la protesta contro gli «errori» che, si sottolinea, mostrano come il caso di Dutroux - il pedofilo in carcere a vita per aver sequestrato e violentato sei ragazzine, quattro delle quali trovate morte - non abbia forse insegnato a sufficienza.
In un sondaggio pubblicato ieri dal quotidiano La Dernière-Huère il 76 per cento dei belgi chiede che sia abolita la libertà condizionata per i pedofili e il 78 per cento vuole la pubblicazione di un registro nazionale dei pedofili. Ben il 76 per cento inoltre si dice favorevole alla castrazione chimica per chi è condannato per violenze sessuali nei confronti di bambini. Alla mente di tutti i belgi, infatti, in questi giorni sono tornate le terribili immagini e le notizie degli anni scorsi: la drammatica vicenda di Melissa Russo e Julie Lejeune, rapite, violentate e poi lasciate morire di fame e di sete, a soli 8 anni, da Marc Dutroux, soprannominato il mostro di Marcinelle, che ora sta scontando la galera a vita per sequestro e violenza sessuale su sei ragazzine, quattro delle quali furono uccise. Ora il Belgio vuole fare qualcosa per evitare che il terrore ritorni.