E Bennati vince il «derby» con Bettini

Pier Augusto Stagi

da Rosignano

Festeggia la sua seconda vittoria di tappa; festeggia la vittoria dell’Inter. «È la seconda cosa che mi hanno detto dopo aver tagliato il traguardo – dice Bennati -; la prima che avevo vinto io grazie al mio colpo di reni su Paolo (Bettini, ndr), la seconda che l’Inter era campione d’Italia». Sorriso dolce e gentile, quello del velocista più forte del gruppo. Vince davanti al proprio pubblico, in un derby tra due gentiluomini che sprintano con grande vigore e lealtà.
«È stata una volata difficile – spiega Bennati, al terzo successo stagionale -: sono partito benissimo, ma Paolo ha fatto una rimonta eccezionale e io sono stato bravo a capire che stavo rischiando grosso e ho dato un colpo di reni che mi ha messo al sicuro».
Niente da fare per Paolo Bettini, in questo duello rusticano tra velocisti di Toscana.
«Non mi riesce proprio a vincere – dice il campione del mondo, che abita a Riparbella, a due passi da San Vincenzo -: questa maglia comincio a pensare che porti un po’ jella. A ogni modo ogni giorno che passa io sto sempre meglio e vado avanti. State pure tranquilli, darò battaglia sino alla fine», assicura l’atleta livornese che non vince dallo scorso settembre, dalla volata che gli valse il bis iridato a Stoccarda. Bennati vince sotto gli occhi di Mario Cipollini, e si prepara a prendere l’eredità di Alessandro Petacchi, il grande assente.
«Ma io penso di assomigliare tecnicamente a Tom Boonen – spiega Bennati il Pio -; certo, al momento non c’è paragone tra me e lui, ma io penso di poter un giorno togliermi delle belle soddisfazioni anche nelle grandi classiche. Sono veloce, ma non sono solo un velocista».
E infine un messaggio indirizzato a Beppe Saronni, che l’aveva alla Lampre e se l’è fatto sfuggire: «Lui ha fatto le sue scelte, io le mie: credo di essere molto più contento io».