E Beppe avverte: «Un milione di contatti ed è solo l’inizio»

D’ora in poi a organizzare le proteste sarà un’agenzia on line gestita da ventenni. Fra i sostenitori Sabina Guzzanti e Marco Travaglio

Nostro inviato a Bologna

E poi, nella notte, è crollato. Distrutto, Beppe Grillo, dopo quattro ore di spettacolo sul palco. Lo aspettavano al ristorante, i suoi ragazzi, i big che lo avevano affiancato nel V-Day, ma lui è andato a dormire. La mattina si è svegliato con una notizia che lo ha fatto sobbalzare: sul sito internet l’effetto-manifestazione aveva portato i contatti a un milione. Per non parlare dei commenti alla giornata, balzati dai consueti 1.000-1.200 a più di 3mila. Nel terzo millennio il successo di un’iniziativa politica si misura a livello internautico. Anche perché il miracolo è stato assicurato dalla rete, vero pallino di Grillo che ieri, entusiasta, ripeteva: «Avete visto?».
Ed è nata nella rete l’organizzazione-pilastro dei Grillo-boys, si chiama Mitcom, è una sorta di «agenzia online» che organizza eventi. La animano ragazzi tutti sui 20 anni, è una specie di macchina da guerra, 50mila persone in 200 città, numeri da far invidia al più organizzato dei partiti. Ieri, per dire, a coordinare tutti i fili c’era un ragazzo di appena 24 anni, Marco Canestrari, non abita neanche a Genova, ma la rete permette anche questo.
Di nuovo Grillo, nel giorno del trionfo: «Tra pochi anni, anzi, già adesso, i quotidiani che scrivono solo per i loro politici di riferimento si estingueranno. Noi, con la rete, abbiamo toccato milioni di persone in tutto il mondo». Non è un caso che alla cena che doveva coronare la serata gli ospiti d’onore fossero Marco Travaglio, Sabina Guzzanti, Sandro Ruotolo (lo storico braccio destro di Michele Santoro, che farà una puntata sull’evento) e Beatrice Borromeo (altra scoperta dell’inventore di Samarcanda). Grillo ha avuto parole sarcastiche per «gli assenti dell’ultimo minuto», quelli che avevano dato l’adesione e poi non si sono presentati. Unico giustificato? Don Luigi Ciotti («lui è uno che sta in prima linea, aveva da fare, è l’unico che può venire da noi quando vuole, per lui le porte sono sempre aperte»). Meno compresa, invece, l’assenza di Milena Gabbanelli, che aveva firmato il manifesto di convocazione. Nessuno ha speso lacrime per Libero Mancuso, assessore della giunta Cofferati che se n’è andato dopo essere stato chiamato dalla vedova Biagi per una frase da lei ritenuta ingiuriosa. Tanto Grillo guarda avanti: «È stata solo la prima manifestazione, vedrete, ne faremo molte altre, non è stato che l’inizio».