E Beppe Fioroni fa fare carriera a un fedelissimo

da Milano

Il 5 febbraio era tutto pronto, in una sfida vinta contro la burocrazia e con formidabile coincidenza di tempi. Quello era il giorno, infatti, in cui il capo dello Stato scioglieva le Camere, dopo il fallito tentativo dell’«esploratore» Franco Marini di dar vita a un governo istituzionale. Al ministero dell’Istruzione ricordano ore convulse. Il bando di concorso per l’assunzione di 145 ispettori scolastici porta quella data. Così come il decreto di nomina della Commissione giudicante, nonostante prassi voglia che per quell’atto si attendano di solito un paio di giorni. Nulla di irregolare. Solo che fra i dirigenti fu subito subbuglio. Perché a presiedere la Commissione il ministro nominò il capo della sua segreteria, Raffaele Sanzo.
Adesso sono in molti a voler fare ricorso contro quella nomina. Per legge infatti il presidente di Commissione deve essere un dirigente di prima fascia. Ma Sanzo dirigente di prima fascia lo è diventato soltanto nel novembre scorso, sempre su decisione di Fioroni, e quindi ancora non è di ruolo, non avendo superato i tre anni di «prova» previsti. Tradotto, significa che se il successore di Fioroni decidesse di non confermare la promozione di Sanzo, il concorso sarebbe tutto da rifare. Di più, Sanzo divenne ispettore non per concorso, ma perché il Tar gli riconobbe l’aver svolto «mansioni superiori».
Così fioccano gli attacchi su quel bando emanato in tutta fretta. Là dove fra l’altro, segnalano gli esperti, ai candidati non si chiedono competenze pedagogiche o didattiche, ma solo di diritto, in quella che è già stata definita l’assunzione di «145 questurini del ministro» per controllare, più che per aggiornare, gli insegnanti, con buona pace dell’autonomia degli istituti scolastici. «Appare poco opportuno che il ministro abbia nominato presidente il suo capo segreteria. Un ispettore che risulta essere uno dei pochissimi che abbia conseguito il ruolo «ope legis» - scrive Domenico Sugamiele nel numero della prossima settimana della rivista Nuova Secondaria -. Inoltre ci chiediamo se sia coerente nominare un ispettore, che è un dirigente di seconda fascia, quando il bando prevede espressamente che «il presidente è scelto tra magistrati amministrativi, avvocati dello Stato, dirigenti di prima fascia della pubblica amministrazione». Sono nominali, quindi, solo direttori generali di ruolo. Ci sarà sfuggito qualcosa oppure la legge non è uguale per tutti?. Sul sito ScuolaOggi è invece un ispettore in pensione come Maurizio Tiriticco, ex consigliere di Fioroni, a criticare aspramente «le indiscriminate nomine che recentemente l’amministrazione ha effettuate a suo piacere, e non si sa con quali criteri, e questo concorso che sembra fatto su misura più per dei fedeli vigilantes che per degli ispettori a tutto tondo!».