E a Bergamo esplode la rabbia dei pendolari

Dopo tanti mugugni e lamentele, i passeggeri dei treni più frequentati hanno potuto registrare, finalmente, una novità assolutamente positiva. Già da qualche tempo, infatti, chi viaggia lungo la tratta Bergamo Milano si è accorto che il controllore si muove, attraverso le carrozze, accompagnato da due «sceriffi» in completa divisa nera. Trenord, che controlla e gestisce la tratta Milano-Bergamo, ha costituito una società esterna che ha un solo scopo: garantire sicurezza e fornire assistenza a chi viaggia. Ci sono tre coppie di «agenti» non armati che, a turno, garantiscono il servizio durante tutte le 24 ore. Il loro compito è quello di vigilare sulla sicurezza dei passeggeri e del personale viaggiante. In viaggio, contrastano la massiccia presenza dei rom che, da tempo, hanno eletto i treni quale ufficio questua, infastidendo i viaggiatori. Trattandosi di agenti di sicurezza e non di poliziotti essi non possono, ovviamente, procedere a eventuali fermi, ma si limitano ad invitare i soggetti sgraditi a scendere dal treno; la loro presenza a bordo rassicura anche il personale, qualora si trovi a imbattersi in personaggi poco avvezzi ai comportamenti civili. In realtà definirli agenti non è esatto, poichè la loro figura rappresenta una fusione tra la crocerossina ed il buttafuori.
Durante le ore notturne controllano le carrozze ferme e la sala d'aspetto, perché non diventito camere da letto e rifugi degli homeless.
Un deterrente, quindi, anche per tutti quegli individui che non hanno il minimo rispetto del mezzo sul quale viaggiano e sporcano le pareti, mettono i piedi sui sedili e scassano i gabinetti, facendo pagare agli altri la propria ineducazione.
Perché per quanto sia vero che le carrozze di questi treni siano vetuste e inappropriate ai tempi, è altresì considerevole l'apporto distruttivo di tutti quanti abbiano voluto lasciare un segno del proprio passaggio.
Ed i pendolari da anni si lamentano dello stato delle carrozze, vecchie, senz'aria condizionata, sporche, senza bagni agibili e del fatto che, nel tratto tra Treviglio e Milano, coloro che salgono sono obbligati loro malgrado ad avere rapporti stretti, quasi intimi, con gli altri, a causa della mancanza di spazio.
Lunedì scorso i problemi si sono manifestati puntualmente, scatenando le proteste degli utenti, sfociate in una vera e propria rivolta. Sul treno delle 17.15 in partenza dalla stazione Milano Centrale e diretto a Venezia, già stracarico di pendolari, tre carrozze erano state chiuse; giustificazione: l’assenza di un controllore a bordo del mezzo, sul quale si trovava un solo capotreno.
Accade spesso che i convogli su questa linea, come su quella che collega Milano a Bergamo, viaggino avanti e indietro con qualche carrozza chiusa. Ma questa volta i passeggeri, ammassati ed accaldati, si sono ribellati e sono riusciti a occupare una delle tre carrozze.
Da chi dipenda la decisione di chiudere le carrozze e i motivi che la determinano non si sa, perché la carenza di personale non può giustificare la diminuzione della possibilità di carico su treni affollati, in orari di punta, sulle tratte più importanti, frequentate e redditizzie della Lombardia.