E Bersani prepara il superbollo auto

L’imposta colpirà i mezzi più inquinanti come i Suv. Il ministro per lo Sviluppo economico annuncia anche che l’emergenza gas non è finita: «Prossimo inverno a rischio»

Paolo Stefanato

da Milano

L’esordio di Pierluigi Bersani come ministro per lo Sviluppo economico è stato rivolto ai temi dell’energia, sui quali ha confezionato un disegno di legge preso in esame ieri dal Consiglio dei ministri, e che sarà approvato nell’arco di una decina di giorni. Contiene una serie di interventi, che vanno dall’emergenza gas, alle accise sulla benzina, alle incentivazioni per le comunità locali che accettano rigassificatori o altre infrastrutture energetiche, a un superbollo che penalizzerà auto inquinanti e Suv, all’abolizione dei tetti antitrust per le reti di trasporto dell’energia. A proposito di Antitrust: il testo messo a punto da Bersani prevede la riduzione dei membri della commissione guidata da Alessandro Ortis dagli attuali cinque a tre. Bersani ha commentato con una battuta: «Visto che siamo al risparmio energetico, cerchiamo di applicarlo in tutti i campi...».
In sei articoli, il provvedimento affronta i nodi strutturali del sistema energetico italiano: «L’emergenza non è finita» ha detto Bersani con riferimento in particolare all’approvvigionamento del gas. «Dobbiamo intervenire subito per scongiurare problemi nel prossimo inverno».
Nel frattempo, con un disegno di legge distinto, il governo punta a eliminare il tetto al 2% ai diritti di voto delle società straniere a controllo pubblico che investono in imprese italiane. Il decreto era già stato ammorbidito nel 2005 relativamente alla quota di Edf in Edison. Modifica che non bastava - ha spiegato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta - per rispettare l'obbligo di eliminazione imposto dall'Ue entro il 10 giugno.
Il testo esaminato ieri prevede, in tema di liberalizzazione dell’elettricità e del gas, la separazione proprietaria, «organizzativa e decisionale» tra le imprese a cui fanno capo le reti e gli stoccaggi da quelle che gestiscono le altre attività della filiera. Quanto al risparmio energetico e all’incentivazione delle fonti rinnovabili, esso contiene esenzioni fiscali tese anche a controbilanciare i maggiori costi di produzione per i bio-carburanti e il solare termico. Tali incentivi saranno finanziati con l'introduzione di un superbollo per le auto più inquinanti: sembra profilarsi un inasprimento fiscale per le cilindrate più grosse, come i Suv.
Sul prezzo della benzina e del gasolio, poi, sarà introdotta l'accisa «mobile» (ovvero una modulazione dell’imposta di fabbricazione, oggi fissa) per compensare il paradosso che vede attualmente aumentare l'Iva al crescere dei prezzi della materia prima: è una non accettabile «cointeressenza» dello Stato sui rincari petroliferi. Sarà un intervento trimestrale, ma resta da decidere se trasferire i risparmi direttamente sui prezzi alla pompa, o usarli come fondo di sostegno alle bollette energetiche delle famiglie più disagiate.
Misure «compensative» sono previste per favorire le infrastrutture, sotto forma di sconti sulle bollette o riduzione delle imposte locali: ne beneficeranno le comunità che accetteranno l'insediamento di gasdotti, linee elettriche, rigassificatori e qualsiasi altra infrastruttura necessaria al sistema energetico.
Viene infine affidata all'Antitrust la stesura annuale di una relazione sullo stato dei settori dell'elettricità e del gas da presentare alle commissioni parlamentari. Dovrebbero essere poi riportare in capo all'Autorità le competenze - oggi in parte affidate al ministero - sulle importazioni di elettricità.