E in biblioteca si scoprono 130 lettere inedite di Federico II

Nella biblioteca universitaria di Innsbruck sono state ritrovate copie di 130 lettere, corrispondenze e scritti finora sconosciuti dell’imperatore Federico II di Hohenstaufen (1194-1250), del figlio Corrado IV (1228-1254) e di altre personalità dell’epoca del Sacro romano impero e del Regno di Sicilia. I documenti provengono dal convento certosino sudtirolese Monte degli Angeli e sono in possesso della biblioteca universitaria di Innsbruck già dal ’700. Il codice, in pergamena di piccolo formato e dal titolo che trae in inganno Notule rhetoricales diverse (Diverse note retoriche), è stato ora scoperto per caso dall’ex direttore in pensione della biblioteca, Walter Neuhauser, e dallo storico Josef Riedmann, esperto in storia medievale di Innsbruck. Si tratta di un notevole apporto alle conoscenze sul tardo periodo del Regno degli Hohenstaufen e in particolare sul breve regno di Corrado IV (1250- 1254). La sua biografia sarà ora da riscrivere in quanto con la nuova scoperta i documenti conosciuti su questo personaggio storico sono triplicati. I documenti mostrano che Corrado manteneva rapporti diplomatici con il Papa, con l’imperatore bizantino, con i re d’Ungheria, Francia, Castiglia, Inghilterra, Navarra e con il Doge di Venezia. La maggior parte delle lettere, non solo di carattere politico (vi sono, tanto per fare un esempio, riferimenti alla costruzione del porto di Barletta), concerne tuttavia il suo regno nel sud d’Italia. Oltre ai testi di Federico II e Corrado IV, nel codice di Innsbruck si trovano anche lettere di diversi Pontefici, del Re di Gerusalemme, del Sultano d’Egitto e di altri sovrani dell’epoca. Finora si può soltanto speculare su come i testi, copie risalenti al 1300 degli originali andati perduti, siano finiti nel convento sudtirolese fondato nel 1327. Secondo Riedmann si può ipotizzare che essi fungessero da modelli stilistici per i monaci. Probabilmente il copista aveva indirettamente accesso a testi custoditi nella cancelleria di Federico e di Corrado.