E per la Bicocca si parla già di nuove acquisizioni

da Milano

E ora Marco Tronchetti Provera potrebbe ripartire dagli pneumatici. Incassato un assegno da 3,3 miliardi e con debiti per 2, Pirelli ha ora ampio spazio per nuove iniziative. Nella riunione del cda di sabato sera il numero uno della Bicocca ha già avuto una via libera di principio dagli altri amministratori per investimenti nelle attività tradizionali del gruppo (pneumatici, appunto, ma anche immobiliare e tecnologie di trasmissione).
La prima ipotesi che si fa è quella del riacquisto del 38,9% di Pirelli Tyre, ceduto la scorsa estate a un pool di banche. Lo stesso presidente di Pirelli solo una settimana fa era stato possibilista su un riacquisto: «Può anche essere», aveva detto.
Accanto a Tronchetti Provera nel patto di sindacato di Pirelli e in cda ci sono tra l’altro Mediobanca e Generali, i Benetton, Capitalia e l’Intesa Sanpaolo di Corrado Passera. Vale a dire tre delle sei banche che hanno acquistato nell’agosto scorso le quote di Pirelli Tyre (Intesa, Capitalia e Mediobanca). E tre dei sei soggetti che acquisteranno Olimpia: Intesa, Mediobanca e Generali. Un accordo sembra dunque più che possibile, anche se sarà necessario discutere prezzo e condizioni dell’intesa di qualche mese fa, che prevedeva una serie di condizioni legate al possibile approdo in Borsa della società.
Il passo successivo, secondo i rumors circolati nelle settimane scorse, potrebbe essere l’esame dei dossier relativi ad alcune attività del concorrente Michelin. Il gruppo di Clermont-Ferrand, leader mondiale nel settore pneumatici, con un fatturato di 16 miliardi di euro, guarda dall’alto le attività di Pirelli nel settore (3,63 miliardi, quinto posto mondiale). Dopo la morte dell’erede e numero uno Edouard Michelin, annegato nel maggio scorso il nuovo boss del gruppo Michel Rollier sembrerebbe aver avviato un riposizionamento strategico con la vendita di alcuni asset.