E Blair ora chiede tribunali speciali per i terroristi

Avvocati «straordinari» e udienze con giudice unico tra le misure al vaglio del governo

da Londra

Bando alla giuria e via libera al giudice unico. Bando alla magistratura ordinaria e via libera ai tribunali speciali. «Speciali», ossia incaricati in via straordinaria, saranno anche i rappresentanti della difesa. Come promesso venerdì scorso dal primo ministro Tony Blair, Londra adotta la linea dura e studia le misure più efficaci contro il terrorismo che è tornato a sfidare il Paese per bocca del vice di Bin Laden, Ayman al Zawahiri.
Il ministero degli Interni sta valutando la possibilità di creare tribunali speciali che tengano udienze preliminari segrete, presiedute da un giudice unico, e che stabiliranno se ci sono prove sufficienti per processare i sospetti e quanto tempo debbano restare in stato di detenzione senza accuse formali a loro carico. La notizia ha trovato conferma da fonti vicine al responsabile degli Interni, Charles Clarke, e conferma la volontà del governo britannico di adottare misure radicali, compreso il divieto imposto agli avvocati di comunicare ai loro assistiti le ragioni della loro carcerazione prima che le accuse vengano formalizzate. Tra le misure al vaglio dell’esecutivo ci sarebbe anche l’introduzione delle intercettazioni telefoniche come prove in tribunale, finora inammissibili nelle aule del Regno Unito.
I provvedimenti in cantiere hanno già sollevato le prime polemiche in Gran Bretagna, anche tra le file del Labour Party, una parte del quale resta polemico su alcune scelte di Blair. L’ex ministro degli Interni John Denham, ora a capo della Commissione affari interni, punta il dito contro l’esecutivo: «Inizialmente, il governo ha risposto agli attacchi del 7 luglio con un approccio serio e misurato». Poi, insiste Denham, Downing Street «negli ultimi giorni ha dato l’impressione di essere entrata in un vortice nevrotico sul tema». Critico nei confronti del nuovo pacchetto anti-terrorismo anche il professor Manfred Nowak, relatore speciale dell’Onu sulla tortura: il pericolo è che le persone che verranno espulse dal Regno Unito in base alla nuova legislazione vengano torturate o condannate a morte nel Paese d’origine.
Intanto, dal Libano, il predicatore integralista Omar Mohammed Bakri promette: «Tornerò fra quattro settimane, a meno che il governo ci dica che non siamo benvenuti».