E Bobba si ribella al governo: «Così si abbassa la guardia»

Il senatore della Margherita critica la strategia per correggere la normativa

Francesca Angeli

da Roma

«Non è questione di grammi ma di messaggio. In questo modo si dà l’impressione che il governo abbassi la guardia nei confronti della droga». Il senatore della Margherita, Luigi Bobba, non ha nessuna intenzione di difendere la legge sulle droghe approvata nella scorsa legislatura dal centrodestra. L’ex segretario nazionale delle Acli giudica necessario mettere mano al testo firmato da Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi ma non nel modo scelto dal ministro della Salute, Livia Turco, che ha deciso di raddoppiare la dose di cannabis consentita per uso personale.
La Turco ha alzato la dose minima a un grammo: giusto o sbagliato?
«È sbagliato l’approccio ideologico. Su questo tema assistiamo da anni ad uno sterile scontro ideologico che non porta da nessuna parte».
Dunque sbagliato?
«Sono convinto delle buone, anzi ottime, intenzioni del ministro Turco. L’errore fondamentale commesso dal ministro è stato quello di isolare un aspetto solo del problema senza affrontare invece questa complessa questione in modo organico. Sono stato fin dall’inizio molto critico nei confronti della legge Giovanardi non soltanto per i contenuti, che trascurano troppo l’aspetto della prevenzione ma soprattutto per il metodo con cui è stata approvata ed ora anche la Turco sbaglia metodo: non sarà un grammo in meno o in più a portarci sulla strada giusta».
Che cosa si dovrebbe fare?
«Quello delle tossicodipendenze è un argomento troppo delicato, dunque prima di tutto non bisogna prendere decisioni sull’onda dell’emotività. La Turco sbaglia a isolare la singola questione e in questo modo non prende di petto problema finendo invece per lanciare un messaggio sbagliato che è quello che si sta abbassando la guardia nei confronti della droga. Ascoltiamo quello che dice ad esempio don Mazzi o chi si confronta con il dramma della droga quotidianamente da anni. Prima di prendere qualsiasi decisione vorrei fossero ascoltati gli operatori e i volontari del settore. Occorre guardare in faccia la realtà con chi la conosce perché la vive ogni giorno».
Il ministro della solidarietà, Paolo Ferrero ha proposto le stanze del buco, il sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, rilancia la somministrazione controllata dell’eroina. Non le sembra che questa maggioranza stia riportando la discussione sulle droghe agli anni ’70 sulla base di un disegno antistorico?
«La maggioranza non c’entra: si tratta di idee personali che non hanno spazio nel programma di governo. In effetti oggi il pericolo più grande viene dall’alcool e dalle pasticche. Oltretutto questo mi sembra un modo poco serio di esercitare una funzione fondamentale lanciando idee infelicissime come quella della stanza per il buco mai prevista dal programma».
Che cosa si deve fare, che cosa propongono i cattolici della Margherita?
«Si deve mettere mano al testo di Giovanardi nel suo complesso. Affrontare a muso duro lo spaccio e il traffico degli stupefacenti potenziando allo stesso tempo la prevenzione. La Turco parte da buone intenzioni: le nostre carceri sono affollate da clandestini e tossicodipendenti. Si tratta di trovare e sperimentare misure alternative alla detenzione in carcere».