E Bocchino detta la linea: "Berlusconi lasci a Letta E tra due anni alle urne"

Il vice presidente di Fli: "Scontro istituzionale gravissimo". Poi chiede al premier di "recarsi dai magistrati o fare un passo indietro indicando una persona tipo Letta o Tremonti. Poi il voto"

Roma - La tabella di marcia di Fli è dettata da Italo Bocchino. Incurante delle polemiche interne al nuovo movimento "battezzato" nel fine settimana a Milano, il vice di Fini tratteggia lo scenario futuro della politica italiana. Un panorama che parte, ovviamente, dalle dimissioni di Silvio Berlusconi. Poi due anni di governo di Gianni Letta, o Giulio Tremonti, e infine le elezioni.

Il ruolo di Napolitano Se lo stallo politico e il conflitto istituzionale persistono Napolitano "può chiamare i presidenti di Senato e Camera. Schifani dirà che tutto va benissimo. Fini spiegherà che il parlamento è paralizzato". Lo spiega a  "60 minuti" su RadioParlamento Bocchino, vice presidente Fli, che ha ipotizzato le diverse possibilità: Giorgio Napolitano chiama il premier Silvio Berlusconi per comunicargli che intende sciogliere il parlamento alla luce dei poteri conferitigli dalla Costituzione. "Se Berlusconi - prosegue Bocchino - si rifiuta di controfirmare, intanto va contro quanto affermato in questi giorni sul giudizio del popolo e dà un’idea alla Mubarak o alla Ben Alì", di uno che si barrica nel palazzo.

Lo scontro istituzionale A quel punto Napolitano manda le carte alla Corte Costituzionale, ossia al "covo di comunisti" secondo Berlusconi, perché decida sul conflitto di attribuzioni. Sarebbe uno scontro senza precedenti«. Secondo Bocchino, solo due atti da parte di Berlusconi potrebbero scongiurare tale sviluppo: "Che vada dai magistrati a difendersi. O che faccia un passo indietro, indicando una personalità tipo Gianni Letta in grado di rasserenare il clima e il confronto in un alveo di centrodestra, per poi andare al voto dopo due anni".

Letta o Tremonti Poi Bocchino dispensa pagelle politiche: "Tremonti può essere il soggetto politico per la transizione, non penso possa essere leader per il futuro, non lo vedo ad arringare masse, viene da una cultura tecnica. Ci sono soggetti che possono guidare percorsi ed esercitare funzioni, tra questi ci sono Fini, Casini e Tremonti da una parte - aggiunge -, ma ci sono anche uomini di sinistra che hanno da dire e da dare, Veltroni uno di questi. Poi, certo, c’è da augurarsi che escano fuori nuovi soggetti politici".