E un Bocelli emozionato stupisce con la Tosca

Il cantante all’ultimo momento non ha eseguito la difficile aria «Ah, mes amis», ma si è esibito in «Mattinata» e «In lucean le stelle»

Nostro inviato a Petra

E difatti se ne è stato silenzioso e riservato per due giorni. Per dire, non ha neanche parlato alla cerimonia del memorial di sabato, ha preferito rimanere zitto e lasciare la parola solo al canto di ieri sera. Andrea Bocelli era forse l’artista con la carica di tensione e aspettativa più alta tra tutti, in questo evento organizzato a Petra, tanto che all’ultimo ha cambiato la scaletta che lui stesso aveva voluto. Innanzitutto, cantava in memoria di Luciano Pavarotti, uno dei suoi maestri, senz’altro una guida decisiva nella carriera del tenore toscano. Per di più, lo faceva sullo stesso palco che aveva appena ospitato Placido Domingo e Carreras. E poi doveva affrontare una delle arie più difficili, quella Ah, mes amis tratta dalla Figlia del reggimento, di Donizetti che, nella versione originale, prevede addirittura nove do di petto. Bocelli però ha deciso di non eseguirla, nello stupore generale. Il brano è uno sforzo sovrumano per qualsiasi tenore: sarà per questo che quasi nessuno ci riesce e, al momento di eseguirli, abbassa la voce almeno di un tono. L’altro ieri, Nicoletta Mantovani ha ricordato che alla fine degli anni Sessanta quei nove do di petto, così difficili, così rari, furono quasi la consacrazione di Pavarotti in un periodo della sua carriera che poi sfociò nella copertina di Time con la sua foto e la scritta a caratteri cubitali: Bravo! Bocelli ha invece dato grande prova (e sfoggiato comunque potenti do di petto) negli altri brani: la Mattinata tratta dal Leoncavallo e Lucean le stelle tratto dalla Tosca. D’altronde in America lo pensano già: il terzo dei Tre Tenori, l’unico capace di avere la nobiltà della classica e la leggerezza aristocratica della musica popolare è lui. E ieri, interpretando benissimo il brano della Tosca, ossia dell’ultima opera cantata da Pavarotti, ha portato simbolicamente avanti la sua candidatura (ma senza gridarla troppo forte, com’è sua abitudine).