E Bonino stuzzica Alemanno: «Dove troverà 100mila posti?»

«Non ci allarghiamo con le promesse: ho sentito parlare di 100 mila posti di lavoro nuovi in due anni. Può darsi che questi metodi funzionino ancora in campagna elettorale, ma solo se non c’è un contraddittorio». Emma Bonino non ci sta. E ieri, intervenendo al convegno degli Ecodem del Pd, ha voluto lanciare una frecciata non alla sua diretta avversaria nella corsa alla Pisana, Renata Polverini, ma a uno dei suoi principali sponsor, il sindaco Gianni Alemanno. «Sarebbe simpatico - ha aggiunto Bonino - chiedere ad Alemanno dove li troverà, in che settori, con che progetto e in quale visione del Lazio». Una presa di posizione che suscita reazioni di due generi nel centrodestra. La prima, più ragionata, è sintetizzata da Andrea Augello, senatore del Pdl: «Capisco che la collega Bonino abbia a cuore altre tematiche in questa campagna elettorale - dice Augello - ma l’idea di convergere sulla proposta del sindaco Alemanno, di dar vita a un patto per l’occupazione che coinvolga tutte le istituzioni ponendo al centro dell’iniziativa la semplificazione delle procedure per velocizzare la spesa per gli investimenti già disponibili, meriterebbe di essere sottratta al confronto elettorale per trasformarsi in un impegno comune delle due candidate». La seconda reazione, più piccata, è quella di Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl nonché portavoce di Polverini: «Emma Bonino piuttosto che preoccuparsi delle nostre proposte farebbe bene a volgere lo sguardo verso gli alleati che la sostengono, in grado solo a parole di occuparsi di assistenza e mai di sviluppo. Il centrodestra ha già dimostrato che le sue semplici ricette si rivelano sempre efficaci e vincenti». «La candidata radicale - aggiunge Lorenzin - chieda pure alle aziende della piccola e media impresa laziale, agli agricoltori e ai settori dell’innovazione quali aiuti o incentivi, anche prima della crisi economica, hanno ricevuto dalla Regione; quali agevolazioni dal punto di vista amministrativo e burocratico hanno ottenuto. E poi li confronti con quelli di cui godono le imprese delle Regioni più avanzate della nostro Paese: prenderebbe atto della catastrofica gestione del Lazio da parte della coalizione della quale lei è espressione».
Insomma, polemica restituita al mittente con tanto di interessi. Talché l’esponente radicale cambia orizzonte e si dedica a uno dei suoi cavalli di battaglia, il nucleare, sottolineando le presunte incertezze della sua avversaria. «Sul nucleare non basta dire “consulterò i cittadini” - ha detto Bonino -. E ci mancherebbe altro. Dobbiamo incalzare i candidati governatori a parlarne prima delle elezioni, e non dopo. Si saranno fatti un’idea sui siti, sui costi e sui benefici». Quanto alla sua posizione in merito, Bonino ha tagliato corto: «Ho una lunga storia e mi ricordo di quando andavo a Montalto di Castro tanti anni fa». Riferimento non fatto a caso: la località dell’alto viterbese è uno dei due siti del Lazio dove potrebbe essere realizzata la centrale nucleare, trasformando l’attuale impianto.
Bonino ha poi parlato anche di legalità, che in Italia secondo la candidata del Pdl «è diventata un optional, prima scriviamo le leggi e poi vediamo». Un buon punto di partenza potrebbe essere proprio la campagna elettorale: «A partire dall’attacchinaggio ci sono delle regole, siate i primi a dare l’esempio. Non mi venite a dire che si vince mettendo in fila più manifesti. Se non sporcate le città i cittadini ci faranno caso. Saremo domani quello che siamo oggi: è una piccola sfida che però possiamo vincere», ha concluso la candidata del centrosinistra.