E Borghezio si scopre fan di Cavour

Il caldo agostano ci ha regalato anche questo: Mario Borghezio, una delle voci più appassionate del leghismo militante che non ha tuttora abbandonato il sogno secessione, che fa pubblico elogio di quel Camillo Benso conte di Cavour che dell’unità d’Italia fu artefice. «Cavour resta per noi un grande». Questo il giudizio dato in una nota dall’europarlamentare del Carroccio, che ha però subito tenuto a precisare in che senso, per i padani duri e puri, Cavour - di cui si celebrava ieri il bicentenario della nascita - sia degno di stima: «Cavour e la piemontesità non piacciono a Roma ladrona e non è certo un caso che il conte non volle mai recarsi a Roma, già allora così lontana dal modo di pensare dei piemontesi. Per questo Cavour, per la sua sorprendente visione regionalista se non federalista, resta per noi un grande». Ah ecco.