E Bossi insiste: «Mai con l’Udc andiamo a votare»

Al voto comunque, anche nel caso in cui i cinque punti fissati da Berlusconi e dal vertice del Pdl abbiano la fiducia in Parlamento. E, al voto, senza l’Udc, altrimenti la Lega non ci sta. Il leader della Lega Umberto Bossi, dalla festa del Carroccio ad Alzano Lombardo (Bg), fissa i paletti. E lancia anche l’altolà a Berlusconi, a proposito di un’eventuale alleanza con i centristi per neutralizzare i veti dei finiani: «Ho telefonato a Silvio – ha annunciato – il Senatùr e gli ho detto che non va bene. Gli ho detto guarda che con Casini noi non ci stiamo. Nomen omen, Casini uguale a casino. È ridicolo cercare i suoi voti. Gli ho spiegato che noi siamo bravi, ma gli ho detto chiaro che i miei Casini non lo vogliono e che noi sappiamo dire basta. Casini è il male del Nord. Se si va con Casini le riforme non si fanno più. Berlusconi lo vedrò mercoledì e gli dirò che i miei non ci stanno con i casini e anche: “Sappiti regolare”». «No» dunque a alleanze con l’Udc. E voto anticipato in ogni caso, per uscire dall’impasse e procedere spediti lungo la strada delle riforme: «Berlusconi – ha detto Bossi – ha presentato un progettino che vuole presentare in Parlamento e ha detto se lo votano è bene altrimenti si va alle elezioni. Io penso che si deve andare alle elezioni comunque. È abbastanza improbabile che si possa andare avanti così». Accolto al grido di «Padania libera», («questo è il grido che fa tremare», ha chiosato Bossi soddisfatto) il leader del Carroccio ha tuonato contro il presidente della Camera: «Adesso Fini pensa anche al matrimonio omosessuale. Ogni tanto la gente va fuori di matto. Andando avanti così poi si dovranno dare i bambini agli omosessuali». Bossi ha quindi aggiunto che all’idea del matrimonio omosessuale pensa anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Quindi ha rilanciato l’idea di spostare alcuni ministeri da Roma al Nord.