E a Bravetta i cittadini esasperati circondano Walter

Faccia a faccia ieri a Bravetta fra il sindaco Veltroni e lo sfidante della Cdl, Gianni Alemanno. L’occasione una manifestazione popolare di protesta contro il dilagare di campi rom e immigrati clandestini nella zona. Di contro, l’indifferenza del Comune. Ad accogliere il sindaco un cartello degli abitanti: «Ti abbiamo chiamato, chiesto aiuto, telefonato, firmato, sfilato e scritto, ma tu non ti sei visto. Forse volevi che ti organizzassimo un concerto o la presentazione di un libro con la Ferilli?».
Ma andiamo per ordine. Veltroni era atteso a mezzogiorno al Centro Bellincampi-Casa Kim, un centro di cura per bambini, in via di Villa Troili. A poche centinaia di metri, nella stessa strada, l’ex caserma Bellosguardo dell’Esercito, che ospita un campo nomadi attrezzato dal Comune. Doveva essere «provvisorio», ma sta lì da cinque anni. Attorno è nata piano piano una baraccopoli, con centinaia di immigrati clandestini. Più avanti attendamenti spontanei di altri nomadi, un po’ ovunque, da via Aldobrandeschi a Vignaccia. Uno scenario da Bronx metropolitano, insomma. Senza dimenticare a due km l’inferno del Residence Roma, 2-3mila extracomunitari in subbuglio, e il paventato sorgere di un grosso centro di accoglienza immigrati, sempre in via di Villa Troili, al posto della caserma dei pompieri. L’occasione della visita del sindaco ai minori è stata colta al balzo dai comitati di quartiere, che hanno invitato a Villa Troili anche Gianni Alemanno.
I due si sono così trovati fianco a fianco, davanti a una folla di circa 150 persone. Veltroni, messo alle strette da un assembramento inaspettato, ha subito assicurato: «La prossima settimana sgombereremo tutto ciò che non è in regola, all’esterno del campo nomadi di Villa Troili e in via Aldobrandeschi». «Ma non tocca a me rimpatriare i clandestini - ha però aggiunto -. Non è il compito del Comune di Roma. Questi problemi dovrebbero essere risolti da chi li usa a scopo propagandistico». Un chiaro attacco al governo Berlusconi, e in particolare ad Alemanno. Ma un velato accenno anche al prefetto Achille Serra, che a Roma rappresenta il governo. «Hanno ragione i cittadini, ma abbiamo ragione anche noi che non sappiamo cosa fare», ha concluso Veltroni.
Insomma, come sempre, le colpe sono degli altri. Alemanno, che in mattinata aveva girato Bravetta con i comitati di quartiere, ha replicato: «Per capire la differenza tra la Roma reale e le finzioni della Roma virtuale della giunta Veltroni, basta recarsi al XVI municipio. I residenti hanno dovuto attendere l’ennesima inaugurazione per incontrare il sindaco. Per il campo nomadi di Villa Troili il Comune ha speso, secondo le denunce degli abitanti, 1 milione e mezzo di euro. I residenti invece soffrono per la totale carenza di asili nido, di verde attrezzato e di illuminazione pubblica».
Una situazione di degrado ad alta tensione. Anno dopo anno il campo di Villa Troili e la baraccopoli si sono ingrossati. Oggi ospitano 6-700 persone. «Ma Serra non ha mai ricevuto da Veltroni alcuna sollecitazione a controllare - accusa Santori -. Il Comune ha speso molti soldi per il campo e per le coop di assistenza, ma ha finito di fatto con il finanziare gente che è in Italia senza permesso di soggiorno».
Giovedì il Prefetto aveva stigmatizzato il campo rom di Tor Fiscale: «Sono persone che terrorizzano i residenti», aveva detto. Serra ha chiesto che almeno i rom «regolari» siano trasferiti fuori città, rimarcando anche episodi di pedofilia a danno di bambini nomadi. Il sindaco ha sempre sostenuto, al contrario, che a Roma gli immigrati sono ancora pochi, che la città è aperta a tutti. Peccato che a Bravetta gli immigrati siano quasi tutti clandestini e la microcriminalità alle stelle. Ieri Veltroni ha promesso: «Sarà istituito un presidio di polizia 24 ore su 24». Vedremo i fatti.