E c’è ancora chi aspetta i buoni spesa della Regione

I 900 euro in buoni spesa promessi dalla Regione a 10mila pensionati in alcuni casi non sono giunti a destinazione. Rodolfo Dato, per esempio, 67 anni seminati alle spalle e un futuro economico incerto davanti a sé, li sta ancora aspettando. Malgrado faccia parte dei beneficiari di questa preziosa forma di prestazione economica assistenziale occasionale, nata nel 2005 dall’impegno della giunta Storace nel campo delle politiche sociali, fino a oggi non ha potuto usufruirne a causa del mancato recapito dei buoni. «A settembre mi è arrivato l’opuscolo informativo - afferma il pensionato, originario di Bagnara Calabra - ma dei soldi nemmeno l’ombra». E adesso che i coupon concessi dalla Pisana stanno per scadere (domani è l’ultimo giorno in cui sono validi) sarà costretto a rinunciarvi. All’ufficio casistiche del II livello, dove il personale addetto si è occupato del suo caso, spiegano che non c’è più tempo. «Nonostante sia a tutti gli effetti un avente diritto ai buoni spesa - precisa uno dei funzionari - non possiamo fare nulla per lui. L’iniziativa scade il 31. Se fossimo stati informati della situazione con maggiore anticipo forse le cose sarebbero andate diversamente». Peccato non sia scritto da nessuna parte che è compito del pensionato sollecitare la Regione nello svolgimento del suo lavoro.
Trapela, inoltre, che non si tratta di un caso isolato. Sono diversi i beneficiari dell’iniziativa rimasti quest’anno con la cassetta postale a pancia vuota e il portafoglio a dieta, la maggior parte dei quali perché non ha comunicato in tempo il nuovo indirizzo di residenza. In questo modo la Pisana ha risparmiato, volente o nolente, una somma discreta. Il direttore del dipartimento Sociale Mario Fiorito è piuttosto chiaro in proposito: «I buoni spesa non recapitati tornano alla Regione e i soldi vengono reintegrati nel bilancio per essere investiti in altre attività». Non è previsto invece nessun indennizzo per quelli che, malgrado loro, non hanno profittato dell’iniziativa. «Al riguardo la Regione non è responsabile - prosegue Fiorito -. Noi ci limitiamo a comunicare all’Inps i parametri di selezione, dopodiché spetta a loro l’incarico di trovare i beneficiari e alle Poste quello di fargli recapitare il dovuto». Stando ai fatti il sistema elaborato presenta però alcune lacune gravi. «A gennaio sapremo quanti buoni sono tornati indietro - conclude il direttore - e allora saremo in grado di valutare con esattezza qual è stato il riscontro ottenuto».
Vittima di un errore altrui, Rodolfo Dato non sa darsi pace: «Sono degli incapaci ed è ingiusto che debba farne le spese chi si trova in difficoltà. Io comunque non mi do per vinto, anche in nome di quelli che sono nella mia stessa condizione ma che non fanno nulla per ottenere giustizia». Deciso a iniziare bene l’anno nuovo, i primi di gennaio sporgerà denuncia.