E la caccia mette in crisi l’Unione

La giunta accelera i lavori sulla normativa venatoria, e l’opposizione si spacca

Marcello Chirico

Deve ancora ricevere il via libera da parte del parlamentino lombardo, ma la legge che regolerà la prossima stagione è già riuscita a impallinare la coesione politica dell’Unione in Regione. Con la Margherita che ha preso subito le distanze dagli altri partiti della coalizione non appena, durante una conferenza-stampa del centrosinistra su ritardi e inefficienze della Cdl, sono stati tirati in ballo peppole e fringuelli insieme a fantomatiche «lobbies della caccia».
L’intenzione iniziale dei gruppi che compongono l’Unione al Pirellone era quella di denunciare «il degrado amministrativo in cui versa la Regione», ricordando che tutti i più importanti provvedimenti di carattere economico-sociale (leggi: rendiconto 2004, bilancio 2005, PrS e Dprf) non potranno essere discussi in aula prima della ripresa dei lavori consiliari a metà settembre. E questo perché, secondo l’Unione, l’unico decreto passato finora al vaglio delle commissioni è quello riguardante appunto le deroghe della prossima stagione venatoria. A criticare «l’improvvisa accelerazione dei lavori in commissione Attività produttive sulla normativa riguardante l’abbattimento di peppole e fringuelli», è stato il coordinatore regionale della coalizione Riccardo Sarfatti, il quale ha individuato le cause in non ben specificate «spinte operate dalle lobbies della caccia, a cui la maggioranza di centrodestra è così particolarmente sensibile».
Posizione su cui Galperti ha manifestato, seppur con un semplice ma critico accenno, il proprio dissenso. «In quanto alla caccia, noi della Margherita siamo distanti mille miglia dalle posizioni che sono state qui espresse». Dopodiché ha sottolineato come «in Regione, a fare opposizione, non è il centrosinistra ma la Lega. E questo ci preoccupa perché rischiamo di restare senza lavoro».
«La Lega - ha spiegato meglio Galperti - vota la legge sulle nuove centrali elettriche da costruire in Lombardia e poi fa le manifestazioni contro, l’assessore alla Sanità Cè si è accorto ora che negli ospedali ci sono liste d’attesa di mesi. Chi è alla maggioranza governi, chi ne vuole uscire esca e sfiduci l’amministrazione».
Quindi, a margine dell’incontro stampa, Galperti ha proseguito il proprio sfogo col capogruppo diessino Benigni, al quale avrebbe all’incirca detto queste parole: «Macché lobby della caccia, non esistono queste lobby. La prossima volta non vengo più...».
Nel pomeriggio è stata poi la Lega, col capogruppo Zanello, a replicare a Galperti: «In Regione la maggioranza c’è e ha le idee chiare. Galperti non si illuda, spazio per lui non ce n’è. Se poi si infastidisce per il fatto che la Lega mantenga stretto il rapporto con la gente, sappiano lui e gli ex Dc che questo è il nostro modo di intendere la politica e non vi rinunceremo mai». Parole che, una volta di più, confermano l’opposizione del Carroccio all’assegnazione di ruoli (vedi presidenza della commissione Statuto) ai centristi della Margherita.