E il cacciatore di femmine fa razzia di applausi

da Venezia

L’altra faccia di Verso Sud si chiama Edmond, e forse non è un caso che la Mostra li abbia accostati nella programmazione. Se le quaranta-cinquantenni di Cantet cercano ad Haiti l’ebbrezza del sesso con l'aitante stallone nero, lo scialbo uomo d’affari di Chicago proietta le sue più ancestrali paure razziali nei confronti della comunità black, percepita come minacciosa, criminale, ma anche vitale. In rotta con la moglie, stanco a 47 anni di sentirsi «avvolto nella nebbia», Edmond si immerge nella notte metropolitana con un unico desiderio: farsi «una scopata». Ma i tarocchi letti da un’indovina promettono solo sventure, e così sarà. «Per difendere le loro case e le loro famiglie i bianchi acquistano armi, e attendono impazienti il momento in cui potranno usarle», spiega il regista Stuart Gordon, che fu quello del commerciale Re-Animator. Qui, ispirandosi a un pezzo di teatro dell’amico David Mamet, egli impagina a sorpresa una sorta di tesa e sanguinaria discesa agli inferi che parte da una semplice constatazione: «Ogni paura nasconde in realtà un desiderio». Proprio quanto capita a quell’ometto: prima sperduto e ridicolo nell’inferno del vizio, tra spogliarelliste, puttane e balordi; poi, una volta derubato, deciso ad armarsi per restituire colpo su colpo, fino all'inevitabile, gratuito omicidio. Benché proiettato a tarda ora (dopo la mezzanotte) fuori concorso, Edmond ha riscosso un trionfale successo in Sala Grande. Cinque minuti di applausi per il protagonista William H. Macy, icona di un certo cinema d’autore americano (Fargo, Pleasantville, Magnolia). Interprete duttile e spiazzante, qui restituire l’opaca caduta libera, non senza un ironico contrappunto finale in chiave gay, di questo wasp in giacca e cravatta. Alla maniera di Mamet, la storia oscilla tra iperrealismo noir e racconto morale, ma evitando lezioncine e predicozzi. Squisitamente «mamettiana» anche la compagnia d'attori, tutti in partecipazione amichevole: da Joe Mantegna a Denise Richards, da Mena Suvari a Rebecca Pidgeon (moglie, nella vita, del drammaturgo).