E la Cai comincia la corsa contro il tempo per partire a novembre

Solo quattro settimane per realizzare il nuovo piano

da Roma

Una corsa contro il tempo. E non solo perché la cassa di Alitalia è agli sgoccioli e anche pagare il carburante sta diventando un problema. La Cai, se come sembra l’accordo verrà chiuso, dovrà cercare di rimodellare voli, orari e personale in tre o quattro settimane. Lunedì con gli ultimi incontri con le sigle ribelli (gli assistenti di Avia e l’Sdl) l’accordo dovrebbe, salvo sorprese, essere chiuso. A quel punto la Cai si dovrebbe mettere in moto per ufficializzare entro il 15 ottobre l’acquisizione di Alitalia e i relativi adempimenti burocratici nazionali (con l’Enac ad esempio) ed europei.
A quel punto ci sarebbero altri quindici giorni per realizzare il piano. Entro il primo novembre dovrebbero partire gli ammortizzatori sociali messi in campo ad hoc dal governo per i 3.250 lavoratori in esubero. Sempre a novembre dovrebbe entrare in vigore il nuovo orario dei voli Alitalia. È quindi possibile che la Cai cerchi di realizzare da subito il piano, con nuove rotte e nuove destinazioni. Sfida complicata, in attesa che il piano con i sessanta aerei vada a regime.
Tra gli appuntamenti in sospeso c’è anche quello della consultazione dei lavoratori da parte dei sindacati che hanno aderito al piano. In realtà il referendum all’inizio era stato ipotizzato da Cisl, Uil e Ugl come «arma» per convincere le sigle del «no», Cgil e le associazioni professionali, ad aderire al piano. Poi è tramontato con la firma di Guglielmo Epifani. Adesso a parlarne come una strada obbligata è proprio il segretario generale della Cgil. Ma solo come ipotesi limite, nel caso in cui i piloti dovessero ritirarsi e dire no.