E cambiano gli orari dei negozi: sei domeniche di aperture extra

Area C getta le basi per rivoluzionare la vita all’interno del centro di Milano. A cominciare dagli orari dei negozi. La limitazione alla circolazione, secondo l’assessore alle Politiche dei tempi e degli orari della città, Chiara Bisconti, «è anche un primo passo verso la conciliazione vita-lavoro, un primo tassello nel ripensamento degli orari della città. Credo che molte aziende milanesi dovrebbero iniziare a ragionare nello stesso modo». Per ora l’unico a mostrare flessibilità sull’ingresso dei dipendenti in ufficio è proprio il Comune di Milano.
Ma anche i negozi, piano piano, modificheranno orari di apertura e chiusura. Per ora potranno godere di un assaggio. La giunta comunale ha approvato le linee d’indirizzo che disciplinano gli orari di apertura degli esercizi commerciali, nonchè delle aperture domenicali e festive fino al 23 marzo.
Ci saranno sei aperture extra, dalle 7 alle 22, nelle giornate di domenica 29 gennaio, domenica 5, 19 e 26 febbraio e domenica 4 e 18 marzo. L’assessore alle Attività produttive, Franco D’Alfonso, spiega che si tratta di «linee d’indirizzo necessarie per consentire all’amministrazione di ovviare ai vincoli della legge Salva Italia, che in termini di liberalizzazioni degli orari del commercio va a ledere profondamente l’autonomia comunale. La questione degli orari, poi - aggiunge - riguarda un potere del sindaco non derogabile, a presidio della civile convivenza tra i pubblici esercizi e il diritto al riposo dei residenti».
Il provvedimento del Comune detta, quindi, precise regole sino al 23 marzo prossimo, «in attesa che - puntualizza l’assessore D’Alfonso - la Regione Lombardia adegui il proprio ordinamento giuridico nel termine dei 90 giorni previsti. Vista la variegata composizione merceologica degli operatori e delle categorie coinvolte, useremo questo periodo temporale per continuare nella nostra attività di concertazione e di confronto, affinché si possa giungere a una soluzione ampiamente condivisa tra Comune, Regione, sindacati e associazioni di categoria».
Con il Pirellone c’è piena collaborazione, anche se gli avvocati della regione non condividono la scadenza fra 90 giorni e parlano piuttosto di un effetto immediato dell’ordinamento. Tutti sono interessati comunque a concordare assieme prolungamenti degli orari e liberalizzazioni. Si comincia coi i bar che avranno il permesso di tenere aperto oltre gli orari canonici solo se non disturbano il sonno e la quiete dei quartieri.