E' caos sulle liberalizzazioniMonti convoca i tassistiIn rivolta medici e avvocati

Il governo convoca per martedì 17 le 22 sigle sindacali dei tassisti. Continua la protesta a Napoli, Milano e Torino. Gli avvocati diserteranno le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario. Medici di famiglia, guardia medica e 118 annunciano lo sciopero<strong id="tinymce" class="mceContentBody " dir="ltr"></strong>

Mentre in alcune città italiane la protesta dei tassisti contro le liberalizzazioni non si placa, il governo ha deciso di convocare il 17 gennaio i rappresentanti di tutte le sigle sindacali. 

A seguito di questa convocazione, l'assemblea dei tassisti di lunedì al Circo Massimo di Roma potrebbe slittare. Ad affermarlo è stato il presidente di Uritaxi e 3570, Loreno Bittarelli, che ha spiegato: "Stiamo valutando con il parlamentino nazionale. Ma l'assemblea probabilmente slitterà a dopo l'incontro con il governo. In questo momento siamo impegnati a riportare la situazione alla normalità per evitare ulteriori disagi ai cittadini".

Sulla precettazione dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, il presidente di Uritaxi ha dichiarato: "C'è poco da precettare. Non siamo lavoratori dipendenti, siamo liberi professionisti. Non si possono vietare le assemblee, è una forma di lotta. Spero di essere ancora in una democrazia".

Insomma, la situazione sembra volgere alla normalità, ma la protesta dei tassisti continua a Milano, Napoli e Torino. Nel capoluogo milanese questa notte è stato bloccato il servizio delle auto pubbliche.

A Napoli, terza notte in piazza per i tassisti. Secondo quanto confermato dalla Questura,  non c'è stato nessun dietrofront da parte del presidio delle auto bianche in piazza del Plebiscito. I taxi dovrebbero comunque garantire i servizi essenziali. Pochissimi i taxi in circolazione a Torino dove la maggioranza dei tassisti è rimasta sulla linea della protesta ad oltranza contro il progetto di liberalizzazioni.

Ma quello dei tassisti non è l'unico fronte aperto. Adesso anche gli avvocati sono sul piede di guerra contro le misure in materia di liberalizzazioni. E tra le iniziative di protesta, diserteranno le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terranno nei distretti di corte d’Appello il prossimo 28 gennaio.

Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, nel corso di una conferenza stampa per presentare il "Manifesto dell’Avvocatura unita". Le misure, si legge nel documento unitario, "sono ispirate a soli criteri economici con una pericolosa indifferenza per i valori giuridici e sono state prese in modo opaco, autoritario, e senza cercare il confronto con l’avvocatura".

E anche i medici di famiglia sono sulle barricate. Quattro giorni di sciopero per medici di famiglia, guardia medica e 118 per protestare contro la manovra Monti e le ricadute negative che avrà sulla categoria, in particolare sulla cassa di previdenza Enpam. Lo ha deciso il Consiglio nazionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia (Fimmg) che ha fissato per il prossimo 10 e 13 febbraio l’astensione dal lavoro per i medici di famiglia, l’11 e 12 febbraio per la guardia medica e per il 118.

"Ci sentiamo costretti ad avviare queste azioni di lotta sindacale - ha spiegato il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - in quanto il governo, in sede di approvazione della manovra, non solo ha detto no alle nostre richieste, ma non ci ha dato nessuna garanzia di ascolto; abbiamo solo chiesto di poter utilizzare i nostri risparmi previdenziali per affrontare eventuali necessità così come il buon padre di famiglia fa con i risparmi che ha messo da parte. Quando i medici tanti anni fa hanno deciso di accettare la privatizzazione del proprio ente di previdenza, l’Enpam, in cambio della gestione autonoma hanno rinunciato all’ombrello protettivo dello Stato. Il nostro meccanismo previdenziale è virtuoso e non pesa sulla collettività, garantisce inoltre equità e solidarietà ai propri iscritti e alle loro famiglie in caso di bisogno (morte o invalidità) senza gravare in nessun modo sull’Erario".