E il capotreno difese Moretti

Cose mai viste accadono sul carrozzone Italia. Testimone della scena il professor Lorenzo Tomasin, linguista che insegna alla Ca’ Foscari di Venezia e alla Bocconi di Milano. Linea ferroviaria Venezia-Milano. Il treno si ferma in mezzo alla campagna per un guasto. Fa caldo. I passeggeri sbuffano. Uno di loro, improvvisandosi capopopolo, comincia a lanciare una sequela di epiteti irriferibili all’indirizzo di Mauro Moretti, ad del gruppo Ferrovie dello Stato. Vasti consensi in carrozza, anche perché Moretti non è lì e non può difendersi. Ma al suo posto c’è un anziano e pacioso capotreno, dall’accento veneto, sudato anche lui. Il quale, con un moto d’orgoglio, affronta a muso duro l’utente imbufalito: «L’ingegner Moretti è il mio datore di lavoro», scandisce con una lealtà che lascia di stucco i viaggiatori, «e io non permetto a nessuno di parlarne così». Il vagone ammutolisce. Il Masaniello della rotaia pure. Che lezione!