E il cardinale Scola incontra il mondo dell'economia

Domani nuova tappa dell'ingresso in diocesi dell'arcivescovo. Soddisfatto Meomartini (Assolombarda): «Ci serve questo spirito di unitarietà e collaborazione»

Tocca alla Milano economica. Domani pomeriggio l'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, incontra i protagonisti ambrosiani del mondo del lavoro, dell'impresa e dell'economia. L'appuntamento è a Rho presso la Sala Convegni degli Oblati Missionari. L'appuntamento di domani segue gli incontri di martedì 27 settembre con il mondo della fragilità e di giovedì 29 settembre con il mondo della Cultura e della Comunicazione. A chiudere gli appuntamenti dell'ingresso in diocesi di Scola sarà l'appuntamento di giovedì 6 ottobre con il mondo della politica e delle istituzioni.
All'incontro con il mondo dell'economia sono stati invitati i responsabili dei Sindacati e delle Associazioni di categoria, delle Imprese, delle Cooperative sociali, degli Istituti bancari, degli Enti finanziari, delle Fondazioni. L'incontro inizierà con un breve saluto del Vicario episcopale per gli Affari Economici, monsignor Claudio Stercal, cui seguirà un momento di preghiera. Presenteranno la realtà milanese e ambrosiana, ciascuno dal proprio punto di vista e dalla propria esperienza: Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d'Italia; Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano; Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo; Ilaria Paratore, consigliere provinciale delle Acli di Milano; Stefano Mainetti, Fondatore e Presidente di WebScience. L'Arcivescovo Scola risponderà dopo aver ascoltato gli interventi e aprirà con gli intervenuti un breve dibattito.
L'iniziativa piace al presidente di Assolombarda. «Mi fa molto piacere che l'invito al dialogo sia uno dei primi gesti del nuovo arcivescovo. Lo fece anche il cardinale Tettamanzi e domani saremo presenti sicuramente a discutere» dice Alberto Meomartini. «Per noi è molto positivo che anche le istanze della comunità cattolica si confrontino con le attese e i desideri reali della città che, come tutto il Paese, ha bisogno di uno spirito di unitarietà e collaborazione che la Chiesa ben rappresenta, al di là del fatto che si sia credenti o meno. Ricordo che anche l'arcivescovo Tettamanzi aveva sempre dimostrato una grande disponibilità al dialogo: è una caratteristica tipica della tradizione della diocesi milanese».