E Carlito, il «palo», avverte: «Entra un vecchio non muoverti»

«Che c’è, Carlito?»
«Stai tranquillo che va tutto bene. La vecchia di fronte non ti vede».
Sono le 18,10 del 12 febbraio scorso, e gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pm Frank Di Maio, intercettano in diretta l’ultima impresa della banda dei falsi tecnici di Sky. Sono gli uomini che pochi giorni dopo verranno fermati con l’accusa di avere messo a segno una lunga serie di colpi. Imprese realizzate a colpo sicuro. Troppo sicuro: bussando sempre a famiglie effettivamente abbonate alla tv satellitare; individuando quasi sempre donne sole; e dimostrando, a volte, una conoscenza troppo dettagliata di abitudini e disponibilità di denaro. Che la banda avesse al suo servizio talpe molto informate sembra, insomma, più che una ipotesi.
Ma ecco come prosegue la conversazione. Da una parte c’è Carlito, il «palo» della banda, l’uomo che dall’esterno sorveglia l’andamento dell'impresa; dall’altra c’è Omar, uno del gruppo operativo che sta per penetrare all’interno della abitazione e la sta svaligiando.
«Che c’è, Carlito?»
«Niente, soltanto che hanno acceso la luce del piano... Perché ci sono dei ragazzi che stanno uscendo»
«Quindi aspetto un po’?»
«Sì, aspetta un po’»
«Ma guarda che è arrivata una macchina (...) Continuerò a rovistare»
«Fallo, fallo»
Un quarto d’ora dopo, il «palo» richiama il complice all’interno dell’appartamento.
«Guarda fuori, Carlito, perché devo sollevare una cosa».
Si sentono dei rumori di fondo di qualcosa che viene spostato.
«Sta entrando un vecchio».
«Cavolo.. Devo spostare questo»
«Ma se il vecchio entra qui? E se fosse il vecchio proprietario dell’appartamento? Non muoverti troppo perché ti vedono da fuori»
«Mi manca spaccarlo per entrare e basta»
«Ma spaccalo!»
«E se il tizio è qui? Ascolterà la spaccatura. Giusto adesso doveva arrivare il vecchio... Spacco o no?»
«Fallo!».
Si sente il rumore di un’esplosione.