E il Carlo Felice comincia a colpi di Cannone

Tutti in carrozza... si riparte. L'avventura comincia in grande al Carlo Felice, con tre giorni non-stop per vivere appieno questa attesissima «Notte Bianca» genovese. Ma andiamo con ordine: stasera l'appuntamento è in teatro con il Direttore Principale Daniel Oren, che inaugura il cartellone sinfonico con lo splendido Stabat Mater per soli, coro e orchestra op. 58 di Antonin Dvorak, mentre sabato, è proprio il caso di dirlo, si va «a colpi di Cannone»: Mario Trabucco suona il celebre Guarneri del Gesù accompagnato al pianoforte dal fratello Franco (h 20,30) con brani di Prokof'ev, Bartok, Cortese, Bloch, Paganini e De Falla; a seguire poi (h 22) un film girato da una troupe anglo-cinese nel corso della tournée genovese del 1986 a Pechino con Pavarotti e «Boheme», così, tanto per rendere i dovuti e sentiti omaggi a «Big Luciano»; per finire domenica mattina alle 11 aperitivo musicale offerto da Orchestra e Coro diretti da Giampaolo Bisanti a base di assaggi di stagione - quella lirica, per la precisione - per sentire il gusto dei manicaretti operistici dei prossimi mesi. Senza dimenticare poi che tutto il fine settimana sarà dedicato alle visite guidate (gratuite) del teatro, per chi vuole anche vedere, non solo ascoltare. «Sono un fautore convinto della Notte Bianca - il Sovrintendente Gennaro Di Benedetto appare ottimista convinto - un'iniziativa azzeccata per vivere la nostra città e il nostro teatro, che ha bisogno del suo pubblico: e proprio al pubblico è rivolto il nostro pensiero, costantemente. Del resto le ultime campagne abbonamenti parlano chiaro, la nostra attività è stata riconosciuta e apprezzata». Sull'argomento «caldo» Oren e «Vespri siciliani» molto riserbo e nessun particolare commento: «Partiamo sotto i migliori auspici - Di Benedetto mantiene la sua imperturbabile serenità - d'altronde abbiamo tutti gli ingredienti giusti di una gustosa ricetta musicale e gli strumenti per una accurata preparazione: non vedo perchè aspettare con ansia cattivi sapori che magari nemmeno ci saranno».
Ma in teatro si sa... tutto può accadere, lecito o non lecito che sia. Per ora dunque ascoltiamo questo Stabat Mater, capolavoro di musica sacra che per altro ha in questa occasione ottimi interpreti: soprano Christine Goerke, contralto è la giapponese Mihoko Fujimura, tenore Massimiliano Pisapia, basso Paata Burchuladze che, tanto per rimanere in tema, vinse nel 1985 il Concorso Internazionale Luciano Pavarotti; coro diretto da Ciro Visco. Il resto può attendere.