E come casa un palcoscenico

Nato a Skien, in Norvegia, nel 1828, figlio di un commerciante benestante, Henrik Ibsen si trovò di colpo coinvolto nel fallimento paterno e a 16 anni lasciò gli studi per lavorare in una farmacia a Grimstad. Cominciò a scrivere per il teatro, nel 1851 divenne direttore del teatro nazionale di Bergen, acquistando una preziosa familiarità con il palcoscenico. Nel 1864, dopo il fallimento del teatro di Bergen, visitò l’Italia. Fu un periodo di cupo isolamento che servì a maturarlo. L’insuccesso del Peer Gynt (1867) lo portò a una nuova grave crisi: in una lettera scrisse di voler diventare fotografo. Si trasferisce nel 1868 a Dresda. Esplode la sua fama di autore teatrale. Nel 1895 fece ritorno a Cristiania. Morì a Oslo nel 1906. Tra i suoi lavori: Catilina (1848), Donna Inger di Olstraat (1855), La lega dei giovani (1869), Casa di bambola (1879), Spettri (1881), Casa Rosmer (1886), Hedda Gabler (1890), Il piccolo Eyolf (1894), Quando noi morti ci destiamo (1899).