E Casini allerta il ceto medio: col Professore sarà stangata

Fabrizio de Feo

da Roma

Il centrosinistra continua a inciampare nella nebbia dei suoi annunci contraddittori e nella palude delle sue proposte fiscali magmatiche e a geometria variabile. Un labirinto fittissimo, quello della «tassazione creativa», da cui l’Unione cerca di uscire alzando i toni o fornendo generiche rassicurazioni. Ma su cui la Casa delle libertà, individuata la crepa, continua a battere senza sosta, forte di un recupero nei sondaggi che a mezza bocca tutti gli osservatori ammettono.
L’ultimo affondo è quello firmato da Pier Ferdinando Casini. Dopo essersi attestato per parecchie settimane sul registro della moderazione, il presidente della Camera alza i toni e detta il suo monito rivolto alla piccola e media borghesia. «Dal centrosinistra si prepara una megastangata per il ceto medio italiano» sostiene Casini. «C’è un pregiudizio forte verso il ceto medio. Questo bisogna far capire alla gente, così come bisogna far capire che si eleveranno i prelievi sui risparmi degli italiani come sulle case così come saranno reintrodotte le tasse di successione». E poi: «Ascoltate bene Prodi così voterete centrodestra». Il leader dell’Udc si affida all’ironia per controbattere all’accusa di «delinquenza politica» coniata dal Professore contro la Cdl, «rea» di porre enfasi sull’inasprimento fiscale studiato dall’Unione. «Lo ammetto - dice Casini - è vero che siamo delinquenti perché non è vero che tassare a livello europeo le rendite finanziare significa alzare la tassazione su Bot e Cct che infatti in Italia è al 12,5% e in Europa al 20%». Riferendosi quindi alla proposta avanzata dall’Unione di abbassamento dell’aliquota sui depositi bancari dal 27 al 20%, Casini conclude ironizzando: «Come tutti voi sapete gli italiani i propri risparmi non li mettono su Bot e Cct ma sui depositi bancari».
Se Casini sceglie di lanciare un messaggio forte al ceto medio, il portavoce del premier Paolo Bonaiuti bolla come improvvide e tardive le giustificazioni del candidato dell’Unione. «Con queste continue smentite sulle tasse Prodi sta davvero spaventando gli italiani» sostiene il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Giulio Tremonti, invece, analizza le implicazioni ideologiche che dimorano dietro la stretta fiscale dell’Unione. «Sono stato abbastanza colpito dall’errore strategico del centrosinistra sulle tasse a un passo dalla fine della campagna elettorale», commenta il ministro dell’Economia. «Oggi - dice Tremonti - ho sentito una persona moderata come Enrico Letta dire a proposito della tassa sulla successioni: la rivedremo, prima c’era una franchigia di 180 mila euro, ora dobbiamo decidere da che livello partire, ma la tassa la dobbiamo reintrodurre non per fare gettito ma per fare giustizia perché il figlio di un professionista ha più chance nella vita del figlio di un altro. Significa che per la sinistra la grande fortuna ce l’ha un geometra, un veterinario, un architetto. Essere di ceto medio per loro significa già avere fortuna. Devi colpire il patrimonio per fare giustizia e più basso è meglio è, perché l’obiettivo è livellare».
La sinistra riunita nel suo «più tasse sui Bot» ispira a Gianfranco Rotondi un anti-slogan di «borrelliana» memoria: «Sul fisco il centrosinistra ha mostrato il suo vero volto: tassare, tassare, tassare. Prodi e i suoi hanno semplicemente anticipato ciò che sarebbe successo nella malaugurata ipotesi di una vittoria dell’Unione». Ignazio La Russa, invece, ricorda al Professore il suo curriculum di governo. «Prima di parlare di delinquenza e di delinquenti Prodi dovrebbe farsi un esame di coscienza e ricordarsi che, a parte la tassa sulla salute, è lui il signore delle tasse che ci impose (unico paese d’Europa) una tassa sull’ingresso nell’Ue, una tassa che aveva promesso di restituire e che non ha mai completamente restituito. Quando ha governato, Prodi ha messo le mani nelle tasche dei cittadini a ogni piè sospinto e oggi è sufficiente confrontare le dichiarazioni di tutti i leader dell’Unione per capire come intendono muoversi, non certo colpendo, come dicono, le grandi fortune (voglio vederli a tassare le grandi banche, i grandi capitali, la Confindustria, cioè quelli che li stanno sorreggendo) ma tassando invece i lavoratori e i piccoli e medi risparmiatori». Chiude, sempre per An, Amedeo Laboccetta che rileva come «il tentativo di Prodi di giustificarsi in zona Cesarini altro non fa che confermare il fatto che l’Unione è stata colta con le mani nelle tasche degli italiani. L’operazione verità portata avanti dalla Cdl sta dando i suo frutti e ora il sorpasso è a portata di mano ed è destinato a concretizzarsi nell’ultima settimana».